Giovedì 23 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento 07:57
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Hanno perso il centrosinistra. Difficile ritorvarlo
Il «congresso si deve tenere al più presto. Nei circoli c'è delusione e sconcerto. Ma è assurdo aspettare che la rabbia si plachi, e comunque meglio militanti arrabbiati che abbandoni silenziosi». Gianni Cuperlo parla questa mattina a L'Unità ed illustra la sua idea di rilancio del centro sinistra. Dice che ci vuole un congresso aperto perchè «dopo questi mesi difficili ogni restrizione può apparire una voglia di restaurazione, il che sarebbe un errore. A noi mai come ora serve un congresso aperto», dice ancora Cuperlo che spiega di essersi candidato alla segreteria perchè «penso come tanti che la prova oggi è riconciliare il Pd e la sinistra con la società italiana» e dare vita a «un nuovo centrosinistra», un «campo largo». Il Pd «è nato per essere il perno di quella alleanza. Fuori di lì non capiamo a che cosa serviamo». Messa così la cosa potrebbe essere anche facile, la ex Fcgi da Cuperlo a Vendola, diventerebbe il "nuovo asse" di questa alleanza sempre che Renzi ed i clan di repubblica.it non scombinino i piani. Ma c'è qualcosa di rotto in questo disco di Cuperlo, è il piano del discorso complessivo che non regge più. E non è tanto lo schema di alleanze che Cuperlo ri-propone oggi, quanto semmai l'incapacità della classe politica del centro sinistra italiano a comprendere che il Governo Monti non è stato una parentesi ma qualcosa di molto più serio e profondo. L'incapacità a non voler affrontare che l'Europa così com'è messa non lascia spazio a governi progressisti è ancora un terreno rimosso dalla discussione nel PD. Quando Letta ammette come ha detto ieri che il quadro della finanza pubblica europeo deve essere accettato, qualsiasi possibilità di ricostruzione del centro sinistra viene ucciso sul nascere. Se qualcuno pensa che dopo la parentesi Monti e Berlusconi si può tornare all'inizio della partita si sbaglia di grosso. La grande coalizione infatti è oramai un dato strutturale in tutta Europa, lo è nel Parlamento Europeo quando dsi votano i trattati, lo è in Italia, lo è in Grecia e probabilmente fra qualche mese lo sarà in Germania. Sia chiaro, qui non è semplicemente in crisi soltanto la sinistra socialdemocratica, ancora più in crisi sono le sue varianti radicali e sindacali oramai incapaci di comprendere che l'unico Big Bang per ricostruire la sinitra passa per la rottura con l'Europa monetaria.
Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi