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Wu Ming: Perché votare “A” al referendum di Bologna
E’ necessario sostenere la scuola pubblica comunale e statale, l’unica dove possono andare tutti, a prescindere dal reddito e dalla religione. A Bologna i finanziamenti comunali ammontano a meno della metà dei soldi pubblici stanziati per le scuole dell’infanzia paritarie private: destinarli alle scuole dell’infanzia comunali e statali sarebbe un importante segnale in controtendenza rispetto alle politiche di tagli alla scuola pubblica praticate dagli ultimi governi. Dopo anni di sacrifici imposti alla scuola pubblica, durante i quali i fondi alla scuole paritarie private sono stati regolarmente riconfermati (quando non aumentati), è giunto il momento che anche le scuole paritarie private facciano la loro parte.

La scuola pubblica ha bisogno di risorse. E’ sempre più frequente che nelle scuole comunali e statali i genitori debbano portare da casa carta igienica, fazzolettini, fogli da disegno, o che debbano autotassarsi per provvedere ad acquistare materiali didattici. Ma questa è solo la punta dell’iceberg, sotto la quale si trovano fenomeni ben più gravi come la diminuzione delle ore di compresenza e di quelle per le maestre di sostegno, oltre alla precarizzazione del personale. Tutte cose che alla lunga influiscono sulla continuità didattica e penalizzano i più deboli, spingendo le famiglie che possono permetterselo a spostare i figli nella scuola paritaria privata, a proprie spese, e alimentando così un circolo vizioso che allarga la forbice sociale. Ogni euro recuperabile per la scuola pubblica diventa quindi prezioso.

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