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La sinistra che risplende

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“Una scintilla che incendierà la prateria”. Questa è l’immagine che evocavo ieri sera dal palco del concerto di Parco San Sebastiano. Un’immagine nata di slancio mentre stavo parlando, ma che rivela il segnale di ciò che si è vissuto e sedimentato. E infatti a pensarci bene collima perfettamente con il crescendo esponenziale di incontri, progetti condivisi, impegni presi che ha tessuto una trama sempre più fitta di relazioni. Se la censura mediatica subita in questi mesi ha un risvolto, è stato quello di ritornare prepotentemente in strada, nelle piazze, nei mercati, e ovunque nei quartieri ci fosse un luogo di ritrovo attivabile con il passaparola. Una pratica antica del nostro fare politica, forse un po’ impigrita dalle opportunità di un passaggio televisivo. Uno strumento che resta prezioso per comunicare a tanti in poco tempo, e di cui abbiamo sentito pesantemente l’assenza; ma in ogni caso questo costringerci alla sola comunicazione diretta ci ha restituito l’insostituibilità dei rapporti reali.

Rapporti che si innestano però nel tessuto di un lavoro di lunga lena praticato nell’oramai ex X ora VII Municipio, realizzando quella sinergia tra l’Istituzione Municipale e il territorio, che mi ha permesso di cedere spazi sempre più ampi alle tante realtà che nel corso del tempo si sono attivate in direzione dell’autogoverno. Dai servizi alla persona ai centri culturali, dalle palestre popolari ai cantieri sociali, il lavoro condiviso in questi dodici anni di presidenza ha prodotto risultati visibili e largamente apprezzati.

Ora con la Repubblica romana, insieme a Sinistra per Roma, #Romapirata, e Liberare Roma di Lorenzo Romito, nonostante non sia stata accolta la lista, abbiamo trattato la campagna elettorale come l’occasione per esportare questa esperienza, condividendola negli altri Municipi con le tante realtà attive. Occupazioni e centri sociali, associazioni e comitati territoriali si sono mobilitati per costruire con noi questo progetto, confermandomi quello che ho maturato nel corso del tempo e che mi ha portato a decidere di candidarmi a sindaco, ovvero che è possibile immaginare di poter replicare per Roma lo stesso percorso che ha fatto rinascere sul piano sociale, civile e culturale il Municipio che ho governato.

Del resto questa pratica è la stella polare di quella sinistra perduta nelle pieghe di orizzonti sempre più distanti dalla realtà, e questa tiene ora la nostra barra a dritta, navigando tra i marosi di una crisi economica e sociale pesantissima, e di un’assenza di politica che ha invalidato irreversibilmente il Pd. Il peso di questo partito sta ormai solo nella sua rendita di posizione, ancora paralizzante soprattutto a causa della devastante logica del voto utile. Ma noi contiamo comunque su un importante risultato elettorale, che potrebbe far scoccare la scintilla.

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