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Correa: "No alle nozze gay, ma ci sarà un referendum nelle elezioni del 2014"
Rafael Correa, il presidente 'bolivariano' dell'Ecuador, proprio due giorni fa ha inaugurato il suo secondo mandato, e si e' dichiarato contrario ancora un a votla alle nozze gay.

''Il Paese ha tanti problemi piu' urgenti da affrontare'', ha dichiarato, ma ha anche ha promesso di convocare un referendum sulla questione in occasione delle elezioni politiche di febbraio del 2014.

"Sono a favore del cambiamento di genere per transessuali all'anagrafe - ha dichiarato - ma ho cpaito che questo era una strategia per arrivare al matrimonio fra persone dello stesso sesso, riforma riguardo alla quale ho sempre detto che non ero d'accordo''.

Ha dunque ribadito anche il suo no all'adozione di bambini da parte di coppie gay.

La presa di posizione del presidente e' stata criticata sia da associazioni che da movimenti per i diritti degli omosessuali.

''Non esiste un governo che abbia fatto di piu' per i gruppi LGBT del nostro - ha detto - abbiamo riconosciuto nella Costituzione le unioni di fatto e abbiamo introdotto il reato omofobia''.

In America Latina le nozze gay sono riconosciute soltanto in Argentina (dal 2010) e Uruguay (dallo scorso aprile), oltre che nella sola capitale del Messico (dal 2009).
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