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Aria pulita, ma solo sotto la cupola
CINA. SMOG & BUSINESS · Con l'emergenza c'è anche chi ci guadagna
Inquinamento: problema enorme, ma c'è anche chi ci guadagna. Nei mesi successivi ai livelli di allerta dell'inquinamento a Pechino i primi a fare lauti affari sono stati i produttori di mascherine e depuratori ambientali. Un business to consumer che ha portato alla fine delle scorte e alla corsa alla mascherina. L'ambito nel quale però si sono registrati i più alti incrementi è stato quello del business to business. Molte scuole, specie quelle internazionali, hanno proceduto all'acquisto di sofisticati sistemi di purificazione. Sofisticati e costosi. Mary Ren, direttore della Yeadon, che produce cupole a bolla che purificano e pressurizzano l'aria, ha affermato di avere installato, tra le altre, una cupola da 18mila metri quadrati, del valore di 650 mila dollari, nella scuola internazionale Dulwich College di Pechino. La Dulwich - secondo quanto affermato dai suoi dirigenti scolastici al Financial Times - manda i bambini nella cupola, dotata di campi da basket e illuminazione speciale, quando l'indice di qualità dell'aria proietta valori anche 10 volte superiori a quelli di un normale città negli Stati Uniti. Secondo Louie Cheng, presidente di PureLiving China, che assiste i propri clienti nelle attività di pulizia degli ambienti interni, «allestire correttamente uno spazio per ufficio in una torre moderna in Cina con depuratori d'aria può costare fino a 100mila dollari». Sempre nell'ambito dei depuratori, quelli della società svedese Blueair Inc., che costano fino a 2mila dollari l'uno, sono diventati il nuovo articolo di lusso preferito dai ricchi cinesi per le proprie case. Anche i brand cinese partecipano alla festa e pare se la stiano cavando in modo egregio: la Beijing Yadu Science and Technology Co. dalla Philips Electronics ha raggiunto il 29% del mercato dei depuratori d'aria, secondo la società di ricerche cinese Zdc. Per la Philips la Cina è diventato il secondo mercato al mondo dopo gli Stati Uniti. Il mercato cinese dei purificatori d'aria è destinato a crescere del 36% all'anno superando i 15 miliardi di dollari entro il 2016. Si tratta di una crescita quattro volte più veloce rispetto al tasso globale, secondo TechSci Research, una società di ricerche di mercato canadese.
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