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Berlusconi game over?
Siamo sempre lì: a tenere in sospeso la politica italiana (e, in questo caso, il governo Letta) sono le vicende giudiziarie del Cavaliere. E quella di oggi era una giornata cruciale. Dopo diverse ore di camera di consiglio, infatti, i giudici della seconda sezione penale della Corte d'appello di Milano hanno confermato la condanna di primo grado per Silvio Berlusconi per frode fiscale nel processo sulle irregolarità nella compravendita dei diritti tv da parte del gruppo Mediaset: quattro anni più l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. A Silvio Berlusconi è stata inflitta anche l'interdizione per 3 anni dal dirigere società e contrattare con la pubblica amministrazione. E' stato inoltre condannato a versare 10 milioni di euro di acconto sul risarcimento danni all'Agenzia delle Entrate. Ma per il Cavaliere non tutto è ancora perduto: l'indulto votato dal Parlamento nel 2006 condona 3 dei 4 anni di reclusione e anche se non cancella l'interdizione, occorre aspettare la sentenza definitiva della Cassazione, prima che Berlusconi decada dal seggio parlamentare. Il procedimento si prescriverà nel luglio del 2014. Confermata, anche, l’assoluzione di Fedele Confalonieri.

Si chiude male, dunque, una giornata che al Cavaliere aveva regalato qualche soddisfazione: la nomina a presidente della Commissione Giustizia del Senato di Francesco Nitto Palma e l’elezione a presidente della Cassazione di Giorgio Santacroce, il “suo” candidato (che capita proprio a fagiolo). Ma che tirasse una brutta aria per il Cavaliere si era capito stamattina, quando i giudici avevano respinto la richiesta della difesa di Berlusconi di sospendere il processo. «La pronuncia della Consulta non risulta decisiva ai fini della definizione della presente fase di gravame», aveva sostenuto la corte presieduta dal giudice Alessandra Galli. Dopo di ché - e dopo aver ascoltato le arringhe dei difensori degli ex manager Gabriella Galetto e Daniele Lorenzano e in assenza di repliche delle parti - i giudici si erano ritirarti in camera di consiglio.
La difesa di Berlusconi aveva chiesto la sospensione del dibattimento (ripreso dopo la decisione della Cassazione di non trasferire il procedimento a Brescia) in attesa della decisione della Consulta relativa al conflitto di attribuzione sollevato nel marzo del 2010 sull'ordinanza con cui il tribunale aveva negato il rinvio di un'udienza per legittimo impedimento. Il procuratore generale, Laura Bertolè Viale, si era opposto alla richiesta della difesa e aveva chiesto di proseguire regolarmente l'udienza. Così è stato.
La sentenza è «totalmente al di fuori di ogni logica», commenta Niccolò Ghedini, uno dei legali dell'ex premier, lasciando l'aula dove i giudici hanno appena letto il verdetto. «La forza della prevenzione dei giudici di Milano è nota - ha aggiunto - tanto è vero che avevamo presentato una istanza di rimessione alla Cassazione che però non ha creduto a problematiche che erano reali e alla forza della prevenzione che va al di la della forza dei fatti».
Silvio Berlusconi in primo grado è stato condannato a quattro anni per frode fiscale e in secondo grado il pubblico ministero aveva chiesto la conferma della sentenza, con cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. Prima dell'inizio dell'udienza Berlusconi, intervenendo al Tg5, aveva parlato del processo e della sua possibile condanna. «Con una sentenza che mi vuole condannare a quattro anni di carcere - aveva detto l'ex premier - con l'interdizione dai pubblici uffici si verifica un attacco ai miei diritti politici: dovremo dar vita prima o poi a una inchiesta in parlamento per verificare questa situazione e per porre fine a un fenomeno come questo».

Se questo avrà ripercussioni sul governo, lo sapremo presto. Da oggi Letta dormirà sonni ancora meno tranquilli.
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