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Welfare e previdenza, i pensionati in piazza a Roma il 22 giugno

"Per ripristinare un minimo di giustizia sociale", i sindacati dei pensionati chiedono al Governo due interventi: "Investire nel welfare e tutelare al meglio, oltre che i salari, anche le pensioni ed in particolare quelle medio-basse". Cosi' Carla Cantone, segretaria nazionale dello Spi-Cgil, oggi a Bologna per la riunione unitaria dei direttivi dello Spi, della Fnp-Cisl e della Uilpensionati dell'Emilia-Romagna. Il primo punto "significa che il Governo deve sostenere ed investire nei fondi sociali, dalla sanita' all'assistenza e alla non autosufficienza", continua Cantone, che allo stesso tempo sottolinea la necessita' di superare "il blocco della rivalutazione delle pensioni, per tutelare il reddito" della categoria. E' anche per invocare questi provvedimenti che i sindacati dei pensionati parteciperanno alla manifestazione nazionale promossa da Cgil, Cisl e Uil per il 22 giugno: quando le sigle confederali "parlano di lotta alla poverta' e riforma della previdenza - sottolinea Cantone - noi ci riconosciamo appieno". La segretaria dello Spi, inoltre, afferma che la riforma Fornero delle pensioni "deve essere assolutamente rivista perche' cosi' non va bene": non e' possibile "andare tutti in pensione a 68, 69 o 70 anni perche' cosi' i giovani entrano sempre meno nel mercato del lavoro".

Infine, "dentro la riforma Fornero bisogna concludere positivamente la vertenza degli esodati. Il Governo l'ha aperta e il Governo la chiuda positivamente", manda a dire Cantone, sottolineando che per il sindacato sono "oltre 300.000" le persone direttamente coinvolte "perche' ci sono casi differenti". Finora le proposte avanzate dal Governo "riguardano la soluzione dei casi piu' evidenti, che sono circa la meta', ma bisogna trovare una soluzione anche per gli altri".

Intanto Maurizio Fabbri, Loris Cavalletti e Rosanna Benazzi, segretari rispettivamente dello Spi-Cgil, della Fnp-Cisl e della Uil pensionati dell'Emilia-Romagna invitano a non dimenticare due emergenze: la poverta' e l'invecchiamento, rese drammatiche dai tagli al welfare, con la riduzione dei finanziamenti al sociale da 211 miliardi e 400 milioni di euro del 2012 a 360 milioni nel 2013”.

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