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M5S, spaccatura anche a Roma. Il vertice nazionale impone di rifiutare la proposta di Marino
''Il Movimento 5 Stelle non fa alleanze ne' palesi ne' tantomeno mascherate, con alcun partito, ma vota le proposte presenti nel suo programma. L'unica base dati certificata coincidente con gli attivisti M5S e con potere deliberativo e' quella nazionale che si e' espressa durante le Parlamentarie e le Quirinarie e quindi il voto chiesto da De Vito on line non ha alcun valore''. Il messaggio recapitato ieri all’M5S di Roma nel corso di una riunione al cardiopalma del gruppo romano per decidere, anche sulla base di una consultazione on line (che si è epressa a favore) l’adesione o meno all’offerta di un assessorato al Campidoglio (Sicurezza e Legalità) non riporta alcuna firma. Quello che è sicuro è che arriva dai vertici nazionali del movimento. Si consuma così con l’ennesimo scontro interno la marcia di avvicinamento di Marcello De Vito alla giunta guidata da Ignazio Marino. La spiegazione ufficiosa e' che i 5 Stelle - oltre a De Vito e Frongia, Virginia Raggi ed Enrico Stefa'no - non hanno trovato un candidato all'altezza da presentare a Marino, raccogliendo anche alcuni no. ''La sicurezza non e' proprio il nostro forte, come invece l'ambiente o la mobilita''', argomenta Stefano. La spiegazione ufficiale viene rimandata a un comunicato, che pero', dovrebbe essere pubblicato soltanto oggi.
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