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Firmare per i diritti umani è dovere civile

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Nelle piazze d’Italia oggi sarà possibile firmare le proposte di legge di iniziativa popolare della campagna «3leggi», promossa da numerose organizzazioni impegnate sul fronte dei diritti, come Forum Droghe, Antigone, l’Unione delle Camere Penali e la CGIL. Una giornata straordinaria che coinvolgerà tante città, tra cui Roma, dove alle 18 in piazza Farnese si riuniranno artisti e personalità per un concerto-evento a sostegno delle tre leggi che chiedono l’introduzione del reato di tortura, il rispetto dei diritti e della legalità nelle carceri e la modifica della legge sulle droghe.

La scelta del 26 giugno per questa mobilitazione nazionale non è casuale. Per chi ha a cuore e si batte per i diritti umani, infatti, oggi non è un giorno qualunque, ma è la giornata internazionale dedicata alle vittime di tortura. Una pratica, la tortura, che vista da qui – dall’Italia del Terzo Millennio – può apparire antica, estranea alla cultura di società democratiche come la nostra. E che invece ci riguarda. Lo dimostrano pagine tra le più cupe della cronaca recente, come le violenze messe in atto tra le mura della caserma di Bolzaneto durante il G8 di Genova nel 2001, e altre vicende che forse avrebbero avuto un corso diverso se l’Italia non si sottraesse, da oltre 20 anni, all’obbligo di introdurre nel proprio codice penale il reato di tortura, come previsto dalle convenzioni internazionali.

«Che in Italia manchi una legge che punisce il reato di tortura è una cosa gravissima, perché in qualche modo legittima coloro che la compiono», ha dichiarato Ilaria Cucchi in un video appello a firmare le tre leggi. Con lei tanti altri testimonial d’eccezione hanno accettato di prestare il proprio volto negli spot della campagna, come il regista di «Diaz» Daniele Vicari, l’attore Elio Germano o il formidabile Ascanio Celestini, che nel suo stile da menestrello ha raccontato le drammatiche condizioni di vita nelle nostre carceri sovraffollate, dove oltre il 40% dei reclusi è in attesa di giudizio e un terzo è tossicodipendente.

Oggi si celebra anche la Giornata internazionale sulle droghe, un’altra ricorrenza simbolica per la campagna «3leggi». La legge sugli stupefacenti è infatti la causa principale del sovraffollamento carcerario. Quasi il 40% dei detenuti è in prigione per averla violata. Sono per lo più piccoli spacciatori e molto spesso semplici consumatori, finiti in carcere per l’inasprimento delle pene e l’equiparazione tra droghe leggere e pesanti voluti dalla legge Fini-Giovanardi. Accade così che in Italia sono più i tossicodipendenti in carcere di quelli nelle comunità di recupero. L’obiettivo di una delle tre leggi è proprio modificare queste norme depenalizzando realmente il consumo, reintroducendo la diversificazione tra sostanze e facilitando l’accesso alle misure alternative.

Tra le personalità che saliranno sul palco di Piazza Farnese, insieme ai promotori delle «3leggi» a Ilaria Cucchi e Daniele Vicari, gli Studenti della Scuola provinciale d’Arte cinematografica Gian Maria Volonté, gli attori Salvatore Striano e Paolo Calabresi;  Andrea Satta dei Têtes de Bois, i cantautori Agnese Valle, Bucho, Flavio Giurato e Giorgio Panzera; e poi Baracca Sound, Ginko, Adriano Bono, Presi per caso, Riflessi e Some livid strategies. L’elenco di tutti i tavoli di raccolta firme che si terranno oggi in tutta Italia è disponibile sul sito www.3leggi.it.

La Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia per trattamenti inumani e degradanti ai danni dei detenuti e ci ha dato un solo anno di tempo per rimediare al sovraffollamento. Non possiamo più aspettare, il tempo sta per scadere. Firmare è un dovere civile.

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