Sabato 24 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento 11:42
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
«Risparmiare sui caccia, le priorità sono altre»

Foto-post-f35

Per chi conservava la memoria di altre uscite pubbliche sull’argomento, non ha certo stupito il sintetico, efficace messaggio con cui Enrico Rossi è intervenuto sulla questione degli F35: «Io dico: meglio non comprarli e spendere i 14 miliardi per la sicurezza sismica, per l’assetto idraulico, per la scuola, per il lavoro». La presa di posizione del presidente toscano è stata prima affidata a twitter, per poi essere ribadita nel corso di una intensa giornata di lavoro, scandita dalla riunione di giunta e poi dall’informativa in consiglio regionale sul terremoto in Lunigiana e Garfagnana. Un evento sismico che nonostante la durezza di alcune scosse – dai 4 ai 5,2 gradi Richter – non ha fatto registrare vittime e danni troppo pesanti. Proprio perché in quelle zone, storicamente a rischio, le opere di costruzione e ricostruzione dopo le alluvioni dei primi anni ’90 sono state realizzate seguendo alla lettera le normative antisismiche. Anche grazie a finanziamenti pubblici.

Anche di fronte alla lacerante discussione nel gruppo parlamentare Pd, il presidente toscano non molla la presa. E a una precisa domanda fatta in conferenza stampa dopo la riunione di giunta, Rossi conferma il suo pensiero: «Quando dico che sarebbe opportuno rinunciare a qualche F35 e con i soldi risparmiati mettere le scuole in sicurezza, intendo fare una scala di priorità. L’impegno profuso negli anni dalla Regione per la riduzione del rischio sismico ha prodotto i suoi effetti, e ha evidentemente contribuito a limitare i danni in questa occasione. Dunque deve essere una priorità la messa in sicurezza contro il rischio sismico e quello idraulico». Il presidente toscano non dimentica, viste le esperienze dello scorso autunno in Maremma e sulla costiera Apuana, quanta strada ci sia ancora da fare per le opere di prevenzione contro le alluvioni. E quanto tempo e fatica occorrano per ottenere dal governo centrale gli stanziamenti per ricostruire e mettere in sicurezza le zone colpite da calamità naturali.

Dunque Rossi fa due richieste. La prima è legata alla stretta attualità del terremoto: «Mi auguro che già nel consiglio dei ministri di domani (oggi, ndr) sia approvata la dichiarazione dello stato di emergenza che abbiamo richiesto, con un primo stanziamento di 5 milioni per iniziare a riparare i danni alle strutture pubbliche. Per quanto riguarda i danni subiti dai privati, mi sembra interessante la proposta avanzata da alcuni parlamentari di estendere i benefici fiscali in termini di credito di imposta, ora in vigore per le ristrutturazioni e per il risparmio energetico, anche per il rischio sismico».

Nella comunicazione al consiglio regionale, la seconda richiesta: «E’ arrivato il momento di far uscire dal patto di stabilità le spese per la sicurezza dei territori dal punto di vista sismico e idraulico. Il governo lo dovrà capire. Non si può, per l’Europa, morire sotto le macerie o sotto l’acqua. Ci sono priorità che devono essere riconosciute. A causa del patto di stabilità e del blocco degli investimenti, i piani di intervento risultano affievoliti e finiscono per azzerarsi. Ma di fronte a grandi calamità naturali, il governo deve prendere delle responsabilità forti, ne va della credibilità dello Stato». Eccole le priorità. Molto più di quanto lo sia spendere 14 miliardi per acquistare gli F35.

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi