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Il 'pacco' del Governo Letta sull'occupazione. Sabato la proposta del Prc

Un pacchetto di interventi per un valore di un miliardo e mezzo che dovrebbe far entrare nel mondo del lavoro circa 100mila persone (altre 100mila interessate da varie forme di sostegno).

E’ questo il succo del provvedimento sul lavoro varato questa mattina a palazzo Chigi. Una scheda, ancora orfana del testo definitivo, che convince subito i sindacati. Susanna Camusso, leader della Cgil, parla di “segnale positivo”, anche se è soltanto un primo passo. Ma potrebbe rimanere l'unico. Gli interventi sul lavoro, secondo il ministro del Lavoro Giovannini si fondano su "cinque assi principali": creazione di posti di lavoro per giovani e disoccupati; garanzia giovani dal 2014 per attivare i "neet" attraverso una serie di strumenti; interventi in materia previdenziali e politiche sociali; miglioramento della legge 92 per rendere il "mercato più fluido". In realtà, su questo punto l'unico passaggio previsto è il ritorno a 10 e 20 giorni degli intervalli di tempo possibili tra un contratto a termine e l'altro. Nella sostanza si tratta di norme che da una parte incentivano, in un’area molto ristretta di giovani, l’assunzione e, dall’altra, mettono a disposizione dei piccolissimi aiuti per sbarcare il lunario.

L'assunzione a tempo indeterminato di giovani tra 18 e 29 anni prevede l'azzeramento totale dei contributi per i primi 18 mesi nel caso in cui l'assunzione venga da fuori dell'impresa e di 12 mesi nel caso ci sia una trasformazione a tempo indeterminato. L'ammontare complessivo è pari a 800 milioni di euro e corrisponde al 33% della retribuzione mensile lorda complessiva, per circa 650 euro. Per poterne usufruire i giovani devono rientrare in queste condizioni: essere privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; essere privi di un diploma di scuola media superiore o professionale, vivano soli con una o più persone a carico.

Fondo di 2 milioni per la formazione dei disoccupati over 50 e disoccupati da più di un anno. In particolare, in via sperimentale per gli anni 2013, 2014 e 2015 è istituito presso il ministero del Lavoro e delle politiche sociali un fondo con dotazione di 2 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2013, 2014, 2015, volto a consentire alle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, "di corrispondere le indennità per la partecipazione ai tirocini formativi".

Carta per l'inclusione sociale: servira' a combattere la poverta' estrema e riguardera' 170mila persone, mentre la proroga della social card 425mila persone.

Disabili 22 milioni di euro per incentivi all'assunzione. Si tratta di fondi a favore dei disabili che negli ultimi anni erano stati eliminati.

Dimissioni in bianco. Saranno estese ai co.co.pro e alle altre categorie dei lavoratori le norme contro le dimissioni in bianco.

Sicurezza sul lavoro. Aumento del 10% nelle ammende previste in caso di violazione delle norme sulla sicurezza e l'igiene sul posto di lavoro, che “ andra' a finanziare nuovi interventi per la sicurezza sul lavoro".

“Quello che il governo chiama pacchetto lavoro a tutti gli effetti è un ‘pacco’”, ironizza il segretario del Prc Paolo Ferrero. “Di incentivi alle imprese ce ne sono milioni ma non servono a nulla se le imprese non hanno lavoro: questo si può produrre unicamente rilanciando i consumi, cioè aumentando il reddito delle famiglie, non dando ulteriori soldi alle imprese”. Ma di questo nel provvedimento non c’è traccia come non c’è traccia di alcun intervento pubblico in economia. “In secondo luogo – da quanto si capisce ad ora – larga parte del provvedimento – continua Ferrero - è costituito da fiscalizzazioni di oneri sociali e quindi il costo viene scaricato sull’INPS: in questo modo i contributi alle imprese vengono pagati dai lavoratori e si pongono le condizioni per nuovi deficit dell’INPS”. “Cosa abbia a che vedere questo provvedimento con una seria lotta alla disoccupazione francamente non è dato sapere – conclude Ferrero -. Per questo, visto che non lo fa il governo, sabato Rifondazione Comunista presenterà il proprio piano per il lavoro in cui avanzerà una proposta per dar vita a 2 milioni di posti di lavoro: il minimo che oggi un governo serio dovrebbe fare”

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