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Datagate, nuove rivelazioni: Europa complice e vittima degli Usa
Accordi segreti di Germania, Francia, Spagna, Italia, Danimarca e Olanda con gli Stati Uniti per il passaggio di dati personali alla National Security Agency e spionaggio americano del Parlamento europeo e delle stesse comunicazioni tra governi in sede Ue. Non è necessario andare tanto in là con la fantasia per definire, come ha detto il presidente Correo ieri, quello del Datagate ''il piu' grande caso di spionaggio su ampia scala nella storia dell'umanita', all'interno e all'esterno degli Stati Uniti''.
La seconda ondata di rivelazioni, pubblicata dal Guardian e da Der Spiegel rischia davvero di essere più clamorosa della prima. Innanzitutto, perché c’è all’opera una nuova ‘talpa’, Wayne Madsen, ex luogotenente della Marina americana, che ha ricoperto ruoli 'sensibili' nel Nsa dall’85 al ’97. E poi perché esce fuori un quadro di attività sistematiche, coperte addirittura da accordi segreti tra stati. Madsen punta il dito contro l'Italia, ma anche la Gran Bretagna, la Francia, la Danimarca, l'Olanda, la Germania e la Spagna: tutti questi paesi piu' gli Stati Uniti – denuncia - hanno accesso al Tat-14, il sistema di telecomunicazioni transatlantico via cavo che consente loro di intercettare un'enorme quantita' di dati, incluse telefonate, email e la la storia di accesso a internet degli utenti.

Gli accordi di collaborazione tra Usa e paesi europei
In base agli accordi in vigore - spiega Madsen in un'intervista pubblicata dal blog PrivacySurgeon.org e ripresa dal Guardian - ogni paese e' classificato in base al livello di fiducia ed e' obbligato a passare dati, incluse conversazioni telefoniche e informazioni internet alla Nsa se richiesto. Gli accordi risalgono a dopo la seconda guerra mondiale e quindi prima dell'era internet. Madsen spiega di essere uscito allo scoperto perche' stanco della ''mezza verita'' offerta dai politici europei che fingendo shock sono rimasti in silenzio sui loro accordi con gli Stati Uniti. L'ex della Nsa e' particolarmente critico nei confronti della Germania, che ha accusato la Gran Bretagna di spiare il paese quando anche Berlino ha accordi con gli Stati Uniti. ''Non riesco a capire Angela Merkel che chiede assicurazioni a Obama e alla Gran Bretagna, quando ha gli stessi rapporti'' di Londra sui dati con gli Stati Uniti, afferma Madsen.
Non contenti di questo gli americani hanno comunque violato uno dei punti sensibili più importanti, il Parlamento europeo. Il settimanale tedesco scrive che gli 007 statunitensi non solo spiavano i diplomatici europei a Washington e a New York, ma avrebbero anche intercettato i computer e i telefoni dell'Unione europea, forse anche quelli dei leader, a Bruxelles.

Parlamento Ue e capi di Stato costantemente monitorati
Stavolta è Snowden, la 'talpa' bloccata da giorni nell'aerea di transito dell'aeroporto di Mosca, ad aggiungere nuovi ‘particolari’ alle rivelazioni dei giorni scorsi. Der Spiegel cita un documento 'top secret' della Nsa, nel quale l'Europa viene definita un ''target'' e in cui si spiega che erano finiti nel mirino degli 007 a stelle e strisce i telefoni e i computer dell'Ue a New York e a Washington, con accesso anche alle email e ai documenti in preparazione.
Inoltre, sempre secondo il settimanale tedesco, circa cinque anni fa i responsabili della sicurezza Ue, a causa di disturbi nelle telefonate, si sono accorti che alcune delle comunicazioni del Justus Lipsius, il palazzo che ospita il Consiglio Ue e i vertici dei leader europei, venivano intercettate a distanza. Le ricerche avviate a quel momento hanno permesso di scoprire che le intercettazioni erano gestite da una delle aree schermate accanto al quartier generale della Nato, nella vicina Evere, dove la Nsa si era installata.
Nel Justus Lipsius, ogni singola delegazione europea dispone di spazi privati, con linee telefoniche e collegamenti internet. Quindi potrebbero essere anche state registrate comunicazioni sensibili tra capi di Stato e di governo europei. A Bruxelles, il primo a reagire e' stato il vicepresidente italiano del Parlamento europeo, Gianni Pittella, che si e' detto ''allibito''. Poco dopo e' stata la volta di Schulz: "Se e' vero, e' un enorme scandalo" sul quale "gli Usa devono dare immediate spiegazioni". Fosse confermato lo spionaggio a danno dell'Ue, "incrinerebbe gravemente il rapporto con gli Usa ed avrebbe serie conseguenze su ogni tipo di relazione".

Usa chiedono a Correa di non ospitare Snowden
Se da un lato, come scrive The Guardian la nuova responsabile per la sicurezza della Casa Bianca, Susan Rice, diminuisce la portata delle rivelazioni di Snowden, dall'altro anche negli Stati Uniti la tensione sul caso rimane molto alta. Lo conferma la telefonata tra il vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden e il presidente dell'Ecuador Rafael Correa. In una conferenza stampa ad Aromo, Correa ha riferito che Biden gli ha chiesto di ''rifiutare la richiesta di asilo'' di Snowden, che Quito si e' detta pronta ad esaminare. Un altro hacker di primo piano ricercato dagli Stati Uniti, il numero uno di Wikileaks, Julian Assange, si trova da oltre un anno nell'ambasciata ecuadoriana a Londra.
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