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Abitare nella crisi prepara l'ottobre
Pubblichiamo il report  dell'incontro tenutosi a Roma nel fine settimana scorso dei Blocchi Precari Metropolitani al quale hanno partecipato molte realtà del conflitto sociale e dell'autorganizzazione. Si sta aprendo in Italia un percorso interessante che parte dal lato vivo delle lotte, che si da i suoi tempi e scadenze ed in forma indipendente cerca di misurarsi con la durezza della fase proponendo un appuntamento di piazza per il prossimo 19 ottobre sotto i palazzi del potere. 


La due giorni nazionale diAbitare nella crisi che si è tenuta a Roma presso l’occupazione della ex caserma di via del Porto Fluviale nelle giornate dell’1 e del 2 Giugno 2013 ha preso avvio il sabato con l’assemblea plenaria sui temi dalla casa e del reddito.

L’assemblea ha visto la partecipazione di centinaia di persone, di diverse città del nord, centro e sud Italia (Torino, Milano, Bergamo, Cremona, Bologna, Viareggio, Firenze, Napoli, Cosenza) e l’intervento di numerose esperienze di lotta e di attivazione sul territorio.

Dagli interventi è emerso innanzitutto un quadro di crescenti contraddizioni sociali: il prezzo della crisi economica lo stanno pagando soltanto i settori sociali subalterni, crescono disoccupazione e precarietà, sempre più persone non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. In questo contesto scoppia ovunque la contraddizione abitativa con affitti e mutui che divengono semplicemente irraggiungibili per larghi strati di popolazione, con il conseguente aumento esponenziale dei pignoramenti e degli sfratti, con l’emersione di fenomeni di emergenza abitativa non solo nelle metropoli ma anche nelle città più piccole, nei centri di provincia.

Parallelamente alle condizioni sociali in caduta libera, alle crescenti contraddizioni, crescono in ogni angolo del paese nuove forme di aggregazione, di mutualità, di autorganizzazione. Si fanno largo le lotte contro i pignoramenti e gli sfratti e più in generale per il diritto alla casa e all’abitare. In particolare con le occupazioni di immobili pubblici e privati, i soggetti sociali che fino ad oggi hanno pagato per intero il prezzo della crisi stanno cominciando a riprendersi direttamente una casa in cui abitare e con essa parte del reddito e della vita di cui siamo collettivamente derubati. L’occupazione diviene al contempo territorio di sperimentazione e di costruzione di un modello “altro” di relazioni sociali ed umane.

A partire da queste considerazioni si è cercato di analizzare e comprendere come rafforzare l’impatto nazionale delle lotte in corso ed allo stesso tempo quali iniziative comuni e quali processi potessero rafforzare il lavoro ed i conflitti territoriali. Si è convenuto che la strada da intraprendere e da percorrere non può essere legata ad uno sviluppo “settoriale” della lotta per la casa, ne tantomeno alla crescita di un movimento di carattere semplicemente rivendicativo.

D’altronde è scomparso qualsiasi spazio di mediazione sociale. Il “governassimo” in carica rappresenta l’estremo tentativo di una classe politica totalmente delegittimata di evitare il cambiamento, di difendere se stessa insieme alle politiche di aggressione nei confronti dei ceti popolari, dei territori e dei beni comuni, in nome e per conto di una governance europea sempre più piegata ai diktat e agli interessi della finanza, delle banche, delle lobby private. Anche l’accordo siglato in questi giorni dai sindacati confederali appare piegato ad una logica di co-gestione della crisi e quindi ad una volontà di subordinare gli interessi delle classi precarie e subalterne a quelli del capitale e dell’impresa.

Anche per queste ragioni, a partire dalle esperienze di conflitto sulla casa, si è convenuti unanimemente sulla necessità di rilanciare un processo più generale e generalizzato di conflitto sociale, rilanciando le lotte sull’abitare ed allo stesso tempo muovendo verso la sperimentazione di nuove pratiche di conflitto e riappropriazione.

Proprio dentro questo ragionamento si è deciso di convocare –Sabato 19 Ottobre 2013 – una manifestazione nazionale per la casa e il reddito, da costruire attraverso un processo ampio ed inclusivo, aperto al contributo delle realtà antagoniste e conflittuali e finalizzato ad una convergenza e ad una connessione delle lotte.

Il proposito è quello di mettere in movimento, da ora fino alla manifestazione nazionale, uno “tsunami” diffuso sul territorio nazionale sul terreno della casa e del reddito, fino ad arrivare ad “assediare” nella giornata del 19 Ottobre i palazzi del Ministero dell’Economia, delle Infrastrutture e la stessa Cassa Depositi e Prestiti.

Pensiamo alla manifestazione nazionale, dunque, non come semplice scadenza, ma come un processo da costruire attraverso un intenso lavoro sui territori, un confronto ed una cooperazione a livello locale e regionale.

Le tappe del percorso sino ad ora condivise sono:

Per il18 Giugno 2013 una giornata nazionale di iniziativa e di lotta per una “Moratoria Generalizzata degli Sfratti e degli Sgomberi”da costruire nelle città e nei territori.

A fine Giugno si terrà a Milano un confronto specifico sul lavoro degli sportelli metropolitani, sulla loro organizzazione, funzione, sulle composizioni sociali intersecate e coinvolte nelle lotte.

In data da stabilire, verosimilmente nella prima parte del mese di Luglio, si terrà durante le giornate del campeggio No Tav, dentro la ricerca di convergenze e percorsi comuni, un confronto fra lo stesso movimento No Tav ed i Movimenti per il Diritto all’Abitare.

Sempre in Luglio dovrebbe tenersi un momento di confronto nella città di Viareggio, mentre si prevede per i primi di Settembre di realizzare due tappe di Abitare nella Crisi, una verso il Nord Italia ed una verso il Sud, per arrivare ad una nuova assemblea nazionale più a ridosso della manifestazione del 19 di Ottobre.

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