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Il Senato boccia la sfiducia ad Alfano grazie ai voti del Pd. Ferrero: Vergogna!
Il Senato boccia la mozione di sfiducia al ministro Alfano con 226 voti, 55 sì, 13 gli astenuti. Dunque, una larga maggioranza visto che quella richiesta era di 148 voti. Un risultato compatto come la maggioranza che ha votato contro la mozione. I gruppi di Pd, Pdl, Scelta Civica, Gal, autonomie hanno salvato Alfano; a favore Sel e M5S. Astenuti i senatori della Lega Nord. Pochi senatori del pd hanno espresso il proprio dissenso non partecipando al voto.

"C'era una mozione di sfiducia, è stata respinta, sono soddisfatto". Risponde così il ministro Alfano, 'graziato' dagli amici del Pd e protetto dal capo di governo Enrico Letta, che ha dichiarato: ''Chiara l'estraneità del ministro Alfano, nessuna responsabilità oggettiva''. E poi: "Questo 'no' consentirà al Governo di lavorare nelle prossime settimane a provvedimenti sull'Imu e l'Iva, di risolvere il problema degli esodati e di accelerare sul pagamento dei debiti della Pa alle imprese". Alfano esce così dallo sporco affare in cui si era cacciato pulito come non mai, smacchiato dal voto di questo parlamento. Quelli del Pd volevano smacchiare il giaguaro, ma si ritrovano loro stessi pieni di macchie ormai.

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, attacca duramente: "Il Senato ha votato contro la sfiducia al Ministro Alfano: vergogna! Le sue responsabilità nel caso kazako vengono di fatto negate, alla faccia di ogni bisogno di verità e trasparenza. Il Pd ormai fa veramente di tutto pur di tenere in piedi il governo di Berlusconi".

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