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Gioco d'azzardo, pronta la legge di iniziativa popolare
Mancano gli ultimi ritocchi al testo che Lega autonomie e Terre di mezzo vogliono presentare in Parlamento. Intanto anche le amministrazioni locali cominciano ad ottenere qualche vittoria. Come a Milano

Da lunedì 22 luglio sarà pronto un testo completo per una legge di iniziativa popolare sul gioco d'azzardo. Lo annuncia Angela Fioroni della Lega autonomie, tra le protagoniste – insieme alla Scuola delle Buone pratiche di terre di mezzo - della campagna condotta da 217 Comuni per contrastare il diffondersi delle slot machines. "I nostri 13 articoli sono tutti compresi nelle proposte che gli animatori della campagna 'Mettiamoci in gioco' hanno fatto ai parlamentari", commenta Angela Fioroni. "Questo fa ben sperare per un consenso ampio di tutto l'arco parlamentare alla nostra legge d'iniziativa popolare".Tra gli ultimi acquisti della squadra di amministratori e cittadini che sta lavorando al testo fa parte anche Mario Turla, esperto e consulente per le banche sul tema del riciclaggio. "Ha lavorato agli articoli sulle infiltrazioni mafiose, la tracciabilità dei flussi finanziari, la lotta all'evasione fiscale e tributaria. Da settembre, comincerà una raccolta firme in tutta Italia: ne servono 50 mila per portare il testo in aula.

Mentre il gruppo di Lega autonomie lima il testo di proposta di legge nazionale, a Palazzo Marino la Commissione consiliare antimafia, in sede congiunta con la Commissione commercio, studia una mozione da proporre in Giunta (vedi lancio successivo). "Al momento i Comuni non hanno poteri perché solo lo Stato può legiferare in materia di gioco d'azzardo. Ma le ultime sentenze di tar e Consigli di Stato iniziano a dare ragione alle amministrazioni locali", spiega Angela Fioroni. Proprio il Comune di Milano ha ottenuto il parere favorevole del Consiglio di Stato sul regolamento degli orari di apertura e chiusura delle sale gioco. Per le prossime settimane si attendono anche i pronunciamenti dei Tribunali amministrativi regionali per ricvorsi analoghi a Genova e a Rivoli (Verona). "I tribunali iniziano a riconoscere nella presenza di sale da gioco un problema per il benessere dei cittadini e quindi iniziano a riconoscere ai Comuni margini di manovra", commenta Fioroni. Non si può abbandonare nessun fronte di questa battaglia, nemmeno a livello locale. (lb)

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