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Stufara (PRC): “Contrastare la crisi partendo dalla terra; iniziamo dalla vicenda Caicocci”
Mentre in Umbria la crisi non si arresta producendo chiusura di imprese, disoccupazione, impoverimento, aumentano le risposte dai territori che propongono percorsi possibili di contrasto di questi effetti. Ho condiviso il percorso del movimento Umbria Terra Sociale, che ragiona sulla possibilità di utilizzare parte del patrimonio agricolo e abitativo della nostra Regione oggi improduttivo e a rischio di svendita e svalutazione, per reimpiegarlo a fini sociali e reddituali. E’ possibile ad esempio che Caicocci, un sito del patrimonio regionale di quasi duecento ettari nel Comune di Umbertide, con diversi casolari con annessa piscina, sia abbandonato e in attesa di fatto di essere svenduto?

La vicenda che si sta consumando rispetto a quest’area, con tanto di contenzioso legale tra Regione e società assegnataria, denota un modello di gestione e valorizzazione del patrimonio pubblico assolutamente inadeguato, rispetto al quale nei prossimi giorni chiederemo con un’interrogazione alla Giunta regionale di render conto.

Aprire la discussione sulla funzione del patrimonio pubblico è un passaggio cruciale; in questo senso, il percorso di Umbria Terra Sociale ha già previsto numerosi incontri territoriali per costruire una legge regionale partecipata, elemento fondamentale perché poi la normativa possa essere utilizzata, rendendola immediatamente operativa, prevedendo che tali strutture con annesse terre siano inserite in un “banco della terra sociale”, che i comuni potranno assegnare attraverso bandi e concessioni a disoccupati sotto la regia regionale, che individua i criteri e le modalità di presentazione dei progetti. Umbria Terra Sociale propone che la regione fornisca formazione e credito agevolato per costruire un nuovo modello di agricoltura multifunzionale in grado di mettere a sintesi la produttività della terra con un nuovo modello di welfare . Di fatto con questa proposta di legge si avvia lo sviluppo di una nuova economia solidale che prevede politiche attive di contrasto alla disoccupazione. Una politica che vede i comuni come protagonisti, una legge dove le normative europee sulla trasformazione siano interpretate con ragionevolezza, permettendo ai piccoli produttori di poter vendere i propri prodotti nei mercati locali a km zero abbattendo notevolmente i costi e aumentando la qualità dei prodotti. Faccio appello a tutte le forze politiche di questa Regione affinché sostengano iniziative di questo genere e si continui nel percorso partecipato di manifestazione di interessi, per poi arrivare in tempi rapidi all’approvazione della legge che ne deriverà.

Nella foto uno dei casolari di Caicocci

 

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