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Grecia, rappresentanti troika chiedono aumento del numero di statali da licenziare. A rilento i negoziati
in difficoltà il governo greco a causa dei ritardi incomprensibili registrati negli ultimi tre anni sll'attuazione delle riforme strutturali considerate dalla troika (Fmi, Ue e Bce) indispensabili per proseguire con gli aiuti finanziari da parte dei partner internazionali della Grecia.

Il premier Antonis Samaras è stato costretto a riprendere in mano le trattative complicate per convincere i rappresentanti della troika della volonta' politica del governo di rispettare tutti gli impegni assunti.

I collaboratori del premier hanno detto che il clima non e' dei migliori: ''Ci sono seri ritardi sopratutto per quanto riguarda le riforme del settore della pubblica amministrazione''. 

"I problemi piu' spinosi che il governo deve superare entro domenica prossima - in modo da consentire all'Eurogruppo di lunedi' di cominciare a prendere in esame l'approvazione della tranche da 8,1 miliardi di euro - sono la messa in mobilita' e il licenziamento di un certo numero di dipendenti statali entro la fine del 2013. Tra le soluzioni alternative che il premier proporra' alle richieste della troika, e' la messa in mobilita' di circa 2.500 dipendenti statali per ogni mese".

Oggi  il ministro della Riforma Amministrativa, Kyriakos Mitsotakis, per la terza volta nel giro di pochi giorni deve incontrare i rappresentanti della troika per proporre loro le soluzioni alternative.

Secondo le indiscrezioni della stampa, i rappresentanti della troika nel loro incontro di ieri con Mitsotakis hanno poi chiesto l'aumento del numero dei dipendenti statali da licenziare. Una richiesta che tuttavia è stata respinta dal Ministro.
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