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«Fiat bluffa, i buoi sono già scappati. Occasione per il Governo». Parla Giorgio Airaudo
La sentenza della Consulta sulla rappresentanza dice che se c’erano degli estremisti nella vicenda Fiat stavano da una parte sola.
La sentenza della Consulta ha detto che c’è stata una interpretazione forzata e fuori dalla Costituzione dell’articolo 19. La vicenda ha inizio da quando la Fiom decide di portare la questione ai tribunali ordinari per avere il riconoscimento delle proprie rappresentanze. Non abbiamo mai avuto dubbi su questo. Abbiamo cercato quella via lì. Ad un certo punto qualcuno doveva dire se la Costituzione veniva forzata o meno. Il mio giudizio nell’intervista a Repubblica attiene al confronto. In Fiat ha prevalso una posizione estremista. E mi riferivo al fatto che in una vertenza dura come questa e così radicale è inevitabile che ci siano delle polarizzazioni. Ora c’è un elemento di certezza, ed è che i lavoratori possono liberamente scegliersi il sindacato che vogliono o nessun sindacato. Non può farlo l’azienda. La sentenza ridà il diritto della libertà sindacale.

Oggi il senatore Ichino ha presentato la sua proposta sulla rappresentanza che ricalca lo schema della sussidiarietà rispetto all’accordo, ovvero senza sciogliere il nodo della platea di sigle sindacali che può presentarsi al voto delle Rsu.
Intanto, la discussione sulla rappresentanza sindacale si fa alla Camera dei deputati e non al Senato dove siede Ichino, perché l’abbiamo incardinata una settimana fa. Ci sono quattro proposte di legge: Damiano, Airaudao , Polverini, e una di iniziativa popolare. C’è già stato il relatore e il Governo, che era presente con il sottosegretario Dell’Aringa, ci ha fatto sapere che non ha una sua proposta. Del resto, due delle quattro proposte sono di maggioranza. Le proposte hanno l’obiettivo di regolamentare per legge la materia senza voler scavalcare le parti sociali. C’è da sottolineare che è la stessa Consulta nella vicenda Fiat a dire di arrivare alla legge. Nessuna azienda si può arrogare il diritto di decidere chi partecipa o meno alle trattative. La proposta da me depositata garantisce il diritto di voto, e chiede la certificazione ai sindacati.

Nell’incontro tra Landini e Marchionne i margini per un esito positivo sembrano sempre più risicati.
La radicalità dello scontro di questi anni non è ricomponibile né in un unico messaggio né in un unico incontro. E’ chiaro però che i presupposti per l’esclusione della Fiom non ci sono più. E allora bisogna fare i conti con una nuova realtà. Capisco che ognuno fa fatica ad assumersi le proprie responsabilità. E’ inevitabile parlarsi. Penso che ci vorrà del tempo per vedere delle schiarite.

La vicenda delle relazioni sindacali non può essere disgiunta da quella del progetto e del percorso industriale della Fiat.
La verità è che i buoi sono scappati. La Fiat è un’azienda meno italiana di quella che aveva promesso venti miliardi di investimenti con il piano Fabbrica Italia. E’ una azienda che sta usando abbondantemente gli ammortizzatori sociali e che non ha fatto gli investimenti. Mostra anche di aver bisogno di prolungare gli ammortizzatori. Del resto quando uno dice che non può più produrre l’Alfa in Italia sta dicendo che vuole altri ammortizzatori.

Stupisce ancora l’assenza del Governo che pure un giorno sì e l’altro pure evoca la cosiddetta ripresa.
C’è una occasione straordinaria per il Governo. Mi auguro che chieda ala Fiat di fare un accordo per il Paese. La Fiat dica quanti miliardi investe qui da noi e per quanto tempo. Dica cosa vuole fare la Fiat per l’Italia, no se è fuori o dentro. Se si chiarisce questo punto il tema delle relazioni sindacali sarà più facile da declinare. Ci ritroviamo in questa situazione perché i vari governi sono stati molto deboli con la Fiat. Se Marchionne alza i toni è perché la politica li ha abbassati.

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La Fim secondo me non è che deve lanciare un allarme su Mirafiori ma spiegare perché non è riuscita garantire gli accordi che ha firmato. Ricordo che i lavoratori sono stati divisi e illusi. E’ stato fatto un referendum e promesso un modello di auto che non è ancora arrivato. La Fim deve fare autocritica, altroché. Se ha scoperto adesso che a Mirafiori c’è un problema mi sembra davvero ci sia un grosso ritardo di elaborazione. Spero solo che il ravvedimento sia completo.

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