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Roma, le proposte del Prc in vista del bilancio: "Un carico fiscale più spostato sui ricchi"
Entro pochi giorni il consiglio comunale inizierà il dibattito sul Bilancio 2013 e, a breve, quello del 2014. Tradizionalmente, la discussione pubblica sul bilancio verte soprattutto sulle spese. Il Prc ha voluto attirare l’attenzione sulla necessità di una discussione pubblica sulle entrate del comune (e della Regione) e sulla loro composizione, proponendo che si ponga mano ad una profonda riforma delle tasse locali. Fabio Alberti, segretario romano del Prc, martedì 17 ha tenuto una conferenza stampa nel corso della conferenza stampa sul tema presso la Sala del Carroccio in Campidolgio.
“Si sono infatti intrecciati negli anni due fenomeni - sottolinea Alberti -: una crescente disuguaglianza sociale e la riduzione della progressività del sistema fiscale (aumento dell’Iva da 12% a 21%, riduzione dell’aliquota irpef massima da 72% al 43%, cedolare secca…) aggravata dal cosiddetto federalismo fiscale”.
In pratica, mentre nel 2009 il bilancio di parte corrente del Comune di Roma era costituito per il 50% da trasferimenti statali, nel 2012 è passato al 20%. Il taglio in soli quattro anni è stato quindi di oltre 1,2 miliardi. I tagli sono stati sostituiti con tasse, imposte e tariffe locali ad aliquota fissa "che non rispettano la progressività prevista dall’art. 53 della Costituzione", dice Alberti. E così inevibitabile che dal 2009 ad oggi l’incidenza delle tariffe salga dal 20% al 29%, l’addizionale Irpef dal 5% al 9% e l’Ici-Imu passa dal 14% al 33%.
Il costo complessivo della tariffe (servizi comunali, trasporti, rifiuti, acqua) è aumentato dal 2009 di 581 milioni (+ 17%). "Il punto è che le tariffe sono notoriamente regressive, cioè pesano di più su chi ha di meno”, non manca di sottolineare il segretario romano del Prc.
“La non progressività delle aliquote delle addizionali comunali e regionali Irpef costa ai ceti medi e popolari circa 100 milioni all’anno – aggiunge - Una cifra anche superiore è il costo della non progressività delle aliquote e delle detrazioni IMU, dalla quale sono esentati i costruttori e il Vaticano. La trasformazione dell’IMU prima casa in Service Tax costituirà uno spostamento del peso fiscale dai proprietari agli inquilini. Lo spostamento del carico fiscale dai ceti più abbienti ai ceti popolari e medi è evidente e valutabile in centinaia di milioni di euro. Questo ha contribuito alla disuguaglianza sociale, che cresce rapidamente. Dal 2005 al 2010 a Roma aumentano del 50% sia i contribuenti con redditi inferiori a 5.000 euro che quelli con più di 100.000 euro . Nello stesso periodo il reddito medio del 10% più ricco della città passa da 16 a 22 volte quello del 10% più povero”.
“Sosteniamo quindi – ha proposto Alberti - la necessità di una riforma redistributiva del sistema impositivo locale, nella direzione della progressività prevista dalla Costituzione e per ridurre le disuguaglianze. I criteri di tale manovra dovrebbero essere:
* spostamento del carico fiscale dai ceti popolari alle grandi ricchezze, attuando una progressività delle aliquote su tutte le imposte comunali (addizionale IRPEF, IMU, Service Tax);

* spostamento del carico fiscale dal lavoro alla rendita introducendo una “imposta di scopo” sui grandi patrimoni immobiliari (legge 296/2006), per finanziare un Piano per il Lavoro e ridurre le tasse sul reddito;

* ridefinizione delle politiche tariffarie (e delle esenzioni) per orientare i consumi di servizi pubblici (es. tariffa rifiuti legata alla produzione di indifferenziato) e ampliando la solidarietà nei confronti delle fasce deboli.

* seria partecipazione del Comune alla lotta all’evasione fiscale
Secondo il Prc, già a 'legislazione vigente’ esistono margini d’intervento per avviare localmente l’inversione di tendenza. E ciò può avvenire già nella definizione del bilancio 2013, che il Comune si appresta a discutere, e dalle modalità di istituzione della futura Service Tax. Nello stesso tempo il Prc chiede che il Comune di Roma apra una vertenza con il governo per avere l’autonomia fiscale necessaria. "Nel prossimo periodo organizzeremo un incontro seminariale - conclude Alberti - a cui invitiamo tutte le forze sociali sindacali e politiche della sinistra romana, per approfondire e discutere più in dettaglio le misure che possono essere prese nel breve e nel medio periodo. Alle forze sociali, sindacali e politiche della sinistra romana proponiamo di costruire una comune battaglia per una riforma costituzionale del sistema fiscale locale”.
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