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Sicilia, la crisi di giunta oggi al Pd nazionale. Prc: "Appello contro i giochini di potere"

La mossa del Pd siciliano, che per bocca del segretario regionale Giuseppe Lupo e della direzione, ha tolto l’appoggio al presidente Rosario Crocetta, sembra che abbia spiazzato anche la segreteria nazionale. E così, mentre da una parte gli assessori Pd di uscire dalla maggioranza non ne vogliono proprio sapere, rivendicando una stagione di efficienza e rinnovamento, dall’altra si affilano le armi per la preparazione del congresso, regionale e nazionale. Luca Bianchi che insieme agli altri assessori parteciperanno alla giunta “a titolo personale”, oggi sarà a Roma per consultarsi con i vertici del partito.

A schierarsi contro il segretario Giuseppe Lupo e le correnti che lo sostengono sono soprattutto i renziani e l'area che fa riferimento all'ex ministro e ora sindaco di Catania Enzo Bianco, che ha gia' l'accordo col sindaco di Firenze. "La rottura non fa bene ai siciliani, serve unita', non divisioni e contrapposizioni", osserva il renziano Fabrizio Ferrandelli, deputato all'Ars, secondo cui sara' il congresso "il luogo dove le idee si confronteranno". Per il deputato Giovanni Burtone, area Bianco, "l'esasperazione del politicismo puo' portare a un pericoloso corto circuito tra il nostro partito e la pubblica opinione", mentre il sottosegretario alla Giustizia, Giuseppe Berretta invita "tutti i soggetti coinvolti, ed in primo luogo il presidente Rosario Crocetta, ad agire per superare l'impasse ritrovando le ragioni dell'unita'".

Assessori disobbedienti
"A Roma e' stata aperta una riflessione, ecco perche' non faccio passi indietro", dice Luca Bianchi, assessore all’Economia. "Ho una storia di partito e probabilmente anche un futuro, dunque mi atterro' alle scelte del Pd", aggiunge l'ex responsabile dello Svimez. E sull'Aventino rimangono anche gli altri tre assessori Pd: se Nelli Scilabra (Formazione) e Mariella Lo Bello (Ambiente) dicono in modo netto "no alle dimissioni", Nino Bartolotta (Infrastrutture) congela la sua decisione in attesa di capire se andra' in porto o meno il tentativo di mediazione avviato dall'area Innovazioni, cui fa riferimento e guidata dal deputato Francantonio Genovese, che sarebbe contraria alla crisi di governo.

Crocetta: "Non sono tipo da ribaltini"
Crocetta dal canto suo parla di "cronaca di una morte annunciata" e avverte: "Io non sono tipo da ribaltini, sono molto coerente e disponibile anche alle conseguenze piu' estreme. Io porto gli atti. Se vanno bene li votino. Se loro pensano di non votare anche atti che vanno bene ognuno si assume le sue responsabilita'. Il governo prosegue la sua azione". E intanto dentro il Palazzo e fuori i partiti ragionano su come superare l'impasse. Tra le ipotesi c'e' quella delle larghe intese, sul 'modello Letta', proposta dal deputato regionale del Pdl, Vincenzo Vinciullo, che pare non fare breccia almeno per ora sul partito, ma piace ad altri esponenti dell'opposizione.

Prc Sicilia: "Pd e Crocetta invischiati nel trasformismo e nelle poltrone"
Sulla vicenda è intervenuto anche il Prc. "Undici mesi dopo le elezioni regionali, non possiamo che registrare il pieno fallimento della cosiddetta rivoluzione crocettiana: schiacciata tra il populismo smodato del governatore e la determinazione del Pd ad occupare posti di governo", si legge in una nota congiunta firmata da Antonio Marotta e Mimmo Cosentino della segreteria regionale del Prc. "Crocetta - aggiungono - si e' trasformato in un fedele esecutore del disegno di Confindustria Sicilia, quello di spostare risorse a favore delle imprese, delle privatizzazioni e delle grandi opere (ultima farneticazione: il si' al Ponte), degli Usa (Muos di Niscemi) a discapito dei trasferimenti agli Enti Locali, degli interventi di sostegno all'occupazione, della tutela dei servizi pubblici e dei beni comuni, della salute dei cittadini. Per portare fino in fondo questo disegno ha accentrato sulla propria figura il massimo dei poteri decisionali, fino a cancellare province e comuni, allargando la sua coalizione agli ex amici di Toto' Cuffaro e di Raffaele Lombardo, fino a comprendervi esponenti del centrodestra''. "Dall'altra parte - proseguono i due esponenti del Prc- il Pd, travolto da una serie di scandali soprattutto nel campo della formazione professionale, non solo non e' stato capace di produrre alcun processo di cambiamento e di rappresentanza degli interessi delle classi lavoratrici, ma non si oppone al modello trasformista crocettiano, cercando di contrastarlo sulla medesima lunghezza d'onda, quello della spartizione degli assessorati. Rifondazione Comunista rilancia l'appello a tutte le forze sociali e politiche per costruire in Sicilia un'alternativa al governo Crocetta autonoma del centrosinistra".

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