Martedì 25 Febbraio 2020 - Ultimo aggiornamento 12:00
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Onore e gloria a Gennaro Migliore
Questa volta difendo la scelta di Gennaro Migliore pur non condividendola. Certo, la sua apertura a Renzi ( non un appoggio vero e proprio ma quasi ) può lasciare perplessi, ma almeno è coerente con la storia e la prospettiva di SEL. Essere sempre e comunque alleati del PD e fare di tutto per provare a spaccarlo, a spostarlo a sinistra, perchè la base del PD non è come il vertice. Questa è la strategia vendoliana da sempre, una strategia in crisi ma che funziona ancora. Si lo so, è una presa per il culo colossale, ma è   ben fatta e garantisce una comoda sopravvivenza politica. Una scelta questa che garantisce interlocuzioni e amici nella Cgil e nella Fiom, tra i movimenti compatibili, tra cantasti ed artisti.  In più, una collocazione di questo tipo è la chiave di volta per garantirsi una certa dose di visibilità nei media di regime che non guasta mai. Una scelta questa che però implica una creatività comunicativa di una certa abilità, un saper fare che non è da tutti, dire di andare a sinistra anche quando si va pesantemente a destra non è cosa semplice. Se il profumo di sinistra di Bersani è scaduto meglio il nuovo stile renziano sulle note di Jovanottii. Un profumo questo che serve a cacciare Berlusconi, ad allontanare le larghe intese e fare l'alternativa. Messaggio perfetto. Poco conta che la pattuglia renziana al parlamento sostiene compatta Letta, poco conta che uno come Franceschini ( capo delegazione dei ministri del PD ) è diventato anch'egli renziano. L'importante è stare in sintonia con il popolo delle feste del PD il cui applausometro oggi conta più di mille sondaggi. Chi scrive pensa da sempre che il popolo del PD sia ben peggio del suo vertice, ma questo è un altro discorso. Gennaro Migliore invece va apprezzato per la sua scelta di fondo, per la sua capacità di posizionarsi sempre dal lato di chi vince facendo passare il tutto come una scelta di sinistra, moderna. Vi sembrerà strano, ma io preferisco di gran lunga la presa di posizione di Migliore che i tentennamenti, i mal di pancia, le mezze frasi, di chi oggi inorridisce alla prospettiva di allearsi con Renzi e sotto campagna elettorale si appellava al voto utile. Ne ho visti parecchi di questi tipetti in giro che oggi attaccano Migliore strappandosi i capelli, a Roma molti di loro ad esempio non hanno avuto grandi problemi a votare Ignazio Marino che di Renzi, come dimostrano le passeggiate condivide prospettiva e stile comunicativo. No, Gennaro Migliore ha fatto una scelta, ha deciso di stare con il PD a tutti i costi e prova a dipingere il tutto come meglio può. Lui del resto copre uno spazio politico che esiste, formato da centinaia di migliaia di persone che credono davvero che andando a governare con il PD si può costruire l'alternativa, combattere la povertà, e sventolare la bandiera rossa mentre si applica il Fiscal Compact. Non prendetevela con Gennaro Migliore allora, al limite con chi crede ancora al centro sinistra.
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