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Pd e Sel: tutti con Renzi, appassionatamente

Dai miracoli della politica politicante, lontana anni luce dai problemi che assillano la quotidianità della gente “normale”, ci si può aspettare di tutto. E tutto avviene, in quel mondo liquido che ha totalmente smarrito il rapporto fra politico e sociale, dove i pirotecnici giochi di potere per la supremazia di questo o quel leader sovrastano ogni percepibile contenuto.
In questa disfida bizantina il primato spetta di diritto – indiscutibilmente – al Partito democratico.
Matteo Renzi, il rottamatore, il terrore della gerontocrazia pidiessina, sembra avere sbaragliato i suoi competitori i quali, ad uno ad uno, stanno saltando su quello che pare loro il cavallo vincente. D’Alema, Veltroni, ora anche il crepuscolare Bassolino, hanno deposto le armi (se armati lo sono mai stati) ed hanno pronunciato il loro endorsement per il sindaco di Firenze. Sembra passato un secolo, ed era solo qualche mese fa, quando Massimo D’Alema aveva tuonato che ove Renzi avesse preso le redini del Pd, lui, "baffino", avrebbe fatto un altro partito. Poco importa che nel confezionare le astutissime geometrie vi sia chi vorrebbe Renzi al partito per tenerlo lontano da Letta (e da palazzo Chigi) e chi invece lo vorrebbe al posto di Letta per tenerlo lontano dal partito. La risultante di queste astute acrobazie da mestieranti della politica è che lui, Renzi, incassa sornione una solenne investitura ad uomo della provvidenza. Senza neppure aver avuto bisogno di spiegare, in esplicito, quale sia il progetto politico che propone al suo partito e al Paese. Sebbene, ogni volta che ha aperto bocca, egli abbia ampiamente fatto comprendere a quali fonti attinga la sua cultura, impregnata di liberalismo, mercatismo, internità ai poteri forti, totale analfabetismo sulle questioni sociali.
L’ultimo tratto di strada nell’involuzione varata dai transfughi della Bolognina si sta completando con una resa totale agli epigoni della Democrazia cristiana e certo non della sua parte migliore. Non moriranno democristiani, neppure nella versione dorotea. Semplicemente, si arrenderanno, senza neppure l’onore delle armi.
P.S: Persino Sel e il suo imbolsito narratore vedono ora in Renzi l’uomo su cui puntare. Volevano fare la nuova sinistra e si ritrovano alla destra di Pippo Civati. Come volevasi dimostrare. Good night, and good luck.

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