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Basta regali ai più ricchi: i Comuni rifiutino il “pacco” del Governo Letta-Alfano e chiedano il superamento del patto di stabilità
Rifondazione Comunista di Terni esprime la propria contrarietà ai provvedimenti adottati dal governo Letta-Alfano con il decreto del 28 agosto; per l’ennesima volta il nostro Paese, sempre più colpito dalla crisi economica e dalle politiche di austerità, è costretto a pagare le conseguenze di politiche fiscali inique e classiste, di cui l’abolizione dell’IMU anche per le case di lusso è solo l’ultimo esempio.

Quello che è stato presentato come un grande trionfo del governo è in realtà la conseguenza dell’osceno baratto in corso fra PD e PdL fra la durata dell’esecutivo e la difesa dei privilegi maturati nel corso degli anni dai ceti più ricchi, mentre il finanziamento della cassa integrazione rimane del tutto insufficiente, come pure lo stanziamento in favore degli esodati.

Invece di tassare i patrimoni, le larghe intese hanno di fatto prodotto l’ennesimo appesantimento dell’imposizione fiscale a carico dei cittadini, sancito dall’introduzione di una nuova imposta sui servizi comunali – la Service Tax; il fatto che i saldi di finanza pubblica rimarranno invariati, in ossequio ai diktat europei, significa appunto che le tasse tolte ai più ricchi verranno pagate dal resto della popolazione, su cui nei prossimi mesi si abbatterà anche l’imminente aumento dell’IVA.

Di fronte a questa sfacciata manipolazione politico-mediatica, è particolarmente grave il plauso del presidente dell’ANCI, Piero Fassino, alla nuova service tax, dato in assenza di qualsiasi confronto fra amministrazioni comunali e governo sull’entità della nuova tassa e senza che sia stata ancora data alcuna indicazione sulla copertura delle aliquote IMU per il 2013. Sarebbe inaccettabile che questa posizione, ispirata alla disciplina di partito piuttosto che alle condizioni in cui versano gli enti locali, divenisse prevalente dentro i livelli regionali dell’ANCI.

Ad oggi non sono ancora stati approvati gran parte dei bilanci di previsione delle amministrazioni comunali per l’anno in corso, fatto che di per sé ben dimostra, insieme al taglio dei trasferimenti statali ed all’irrigidimento dei vincoli del patto di stabilità, il progressivo declassamento degli enti locali a gabellieri per conto dello Stato italiano; uno Stato che, a sua volta, con l’accettazione del Fiscal Compact, ha di fatto rinunciato per i prossimi vent’anni a fare politiche economiche rispondenti agli interessi dei lavoratori, dei giovani, delle famiglie, dei pensionati, dei disoccupati.

Viene da chiedersi cosa ci sia di preventivo in bilanci approvati a tre mesi dalla fine dell’anno, e come vi possa essere programmazione della spesa in assenza di norme durevoli sulla fiscalità comunale; l’unica certezza sono i tagli, come ben dimostrato dall’illustrazione del bilancio preventivo del Comune di Terni della settimana scorsa e dalle condizioni in cui versano tutte le amministrazioni del territorio.

Rifondazione Comunista di Terni ritiene necessario che gli enti locali del territorio aprano una vertenza diretta con il Governo rispetto all’insostenibilità delle condizioni determinate non solo dall’ultimo provvedimento adottato, ma dal complesso delle misure di austerità imposte a livello locale. Chiediamo pertanto ai Sindaci, consapevoli dell’inaccettabilità di un quadro normativo che compromette la possibilità stessa di politiche di programma adeguate a rispondere alla crescente emergenza sociale vissuta dalla popolazione, di esprimere al Governo la propria contrarietà ad un disegno che sta svuotando gli enti locali del proprio ruolo; è ora di battersi per il superamento del patto di stabilità, e di garantire ai Comuni le risorse da cui dipende la loro stessa funzione nei confronti della comunità.

Terni, 5 settembre 2013

Federazione Provinciale del PRC di Terni

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