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Grecia, continua il braccio di ferro tra dipendenti pubblici e governo
Gli statali greci della Regione dell’Attica si astengono oggi per quattro ore dal lavoro (dalle 10 alle 14) per decisione dell’Adedy, uno dei due maggiori sindacati ellenici che rappresenta i dipendenti del settore pubblico. L’iniziativa è tutta politica e riguarda la decisione del governo di proibire la manifestazione dell’8 gennaio scorso organizzata ad Atene nell’ambito delle proteste contro l’assunzione da parte della Grecia della presidenza di turno dell’Unione europea e per solidarieta' nei confronti di Pavlos Antonopoulos, membro del Consiglio direttivo del sindacato, arrestato quel giorno dalla polizia perche' partecipava alla dimostrazione. Intanto, anche i medici continuano nella loro battaglia contro la ristrutturazione della sanità. Lo sciopero che ormai dura dall’inizio dell’anno verrà prolungato al 7 febbraio.

Il muro contro muro in atto ormai da due mesi fra i medici dell'Ente Nazionale per le PrestazioniSanitarie ellenico (Eopyy) e il ministero della Sanita' riguarda la decisione del governo di mettere in mobilita' circa 1.000 medici dell'istituto nell'ambito del memorandum firmato con la troika (Fmi, Ue e Bce) per risanare i conti del settore pubblico.
Il sindacato dei medici in sciopero ha reso noto che comunque in tutti gli ospedali uno staff ridotto di sanitari continuera' a garantire le prestazioni d'urgenza. Tra le varie decisioni del governo che gli scioperanti contestano, c’e' la proibizione per i medici dell’Eopyy di svolgere attivita' privata ed eseguire interventi chirurgici in cliniche private.

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