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Lavoro, la Cgil chiede un miliardo e mezzo. Il tesoretto-spread è di più di 5 miliardi
Un risparmio di 5,3 miliardi. E’ ufficiale, in una lettera di palazzo Chigi il calo dello spread viene fissato in un tesoretto non indifferente. Quanto alle stime sull'andamento dello spread, Palazzo Chigi precisa che quota 150 e' attesa per il 2015. La cifra è stata subito annotata dalla leader della Cgil Susanna Camusso, che ha chiesto subito 1,5 miliardi per creare lavoro: la leader della Cgil Susanna Camusso. Del resto, se è come dicono tutti gli esperti, a cominciare dalle dichiarazioni pubbliche del ministro del Lavoro Enrico Giovannini, il refolo di ripresa non porterà occupazione se non sul lungo periodo, la prima falla da riparare è proprio quella della mancanza di lavoro. Dibattito riacceso dal neosegretario del Pd, Matteo Renzi, che ha preannunciato una proposta, il suo Job Act sul mercato del lavoro. Mentre Giovannini garantisce un cambio di rotta del governo: oggi "la prospettiva va cambiata". Resta, però, il nodo degli ammortizzatori sociali e del reddito di cittadinanza. Non è un mistero per nessuno, infatti, che il Governo vuole tagliare la cig a cominciare dal capitolo della cassa in deroga. E questo tema sembra per il momento avere la precedenza sull’altro. Un segnale inconfutabile di come l’esecutivo vuole procedere sul tema dell’occupazione, spingendo cioè il ricatto del posto di lavoro fino al più alto grado possibile.

“La nostra idea - sottolinea Camusso - e' che il Paese deve cominciare a investire su se stesso", puntare su opportunita' "concrete", come ad esempio un "piano di emergenza" per la Terra dei Fuochi o nuove iniziative legate a Expo2015, anche spendendo fondi europei. Serve un approccio diverso: "il tema vero oggi deve essere creare lavoro"; Ed il pressing della leader della Cgil e' per uno Stato che spenda per questo obiettivo: "Bisogna uscire da questa paura che se si crea direttamente lavoro ci sarebbe un pubblico che invade l'economia", bisogna superare "l'obiezione, che viene sempre fatta, che se si crea lavoro e' un costo e non ce lo possiamo permettere", perche' al contrario "e' un investimento". Sul piano Renzi ne' aperture ne' chiusure: "Per ora il Job Act non c'e', e bisognerebbe vederlo prima di poter dire se si e' a favore o contrari". E' sbagliata "una discussione tutta incentrata sulle regole, come se fossero le regole che creano o distruggono lavoro", avverte. La proposta del contratto unico? Per Susanna Camusso la svolta sarebbe superare un sistema contrattuale improntato ad una "pluralita' delle forme", perche' altrimenti "la scelta del datore di lavoro sara' sempre quella di
cercare quella meno costosa e che scarica piu' oneri sul lavoratore". Una sistema di ammortizzatori sociali universale, che garantisca anche i precari? "Finalmente. E' un nostro slogan da tempo infinito". Una stoccata al leader della Fiom, Maurizio Landini, vicino alle tesi di Renzi: sposa ora "proposte dell'ultimo congresso della Cgil, dove era all'opposizione, mi vien da dire meglio tardi che mai".

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