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"Andiamo avanti per costruire l'opposizione sociale molteplice". Intervista al Laboratorio sciopero sociale di Milano
Tra le venti città in cui ieri c’è stata l’ondata di proteste suscitate dalla “molteplicità” e dalla “contaminazione”, Milano rappresenta sicuramente un osservatorio privilegiato perché qui hanno camminato fianco a fianco Fiom e Sciopero sociale. Dal palco di piazza Duomo, stracolma di presenze, è intervenuto un rappresentante di Sciopero sociale. Controlacrisi ha intervistato Dario, del Laboratorio per lo sciopero sociale di Milano. Ora la discussione che si apre è sulla partecipazione o meno allo sciopero generale della Cgil, che si articolerà con iniziative territoriali. Davanti, inoltre, una miriade di scadenze locali e nazionali sia del percorso del Laboratorio che delle varie vertenze locali. A Milano c'è No Expo che per il suo carattere di "vetrina Renzi" assume però un rilievo nazionale. 

Che valutazione fate della giornata di ieri, considerando che Milano per certi versi rappresenta un osservatorio privilegiato con la presenza di Fiome Cgil?
La valutazione che facciamo è positiva. La giornata in realtà a Milano è stata abbastanza particolare perché ufficialmente non c’è un laboratorio sullo sciopero sociale ma un processo convergenze accelerate e positive, soprattutto nelle ultime settimane. Al centro di questo processo c’è il “No Expo” che ha assunto un ruolo di catalizzatore. Siamo di fronte a un meccanismo di convergenza che poi qualche frutto l’ha dato. Nel senso che, per esempio, l’intervento dal palco Fiom a fianco a Landini e Camusso di un rappresentante di Sciopero sociale, molto applaudito, ha rapresentato una novità importante, che non si aveva da tempo. Crediamo che la gioranta abbia avuto dei segnali positivi e lasciato dei segni qui in città con una manifestazione molto grossa.

Una molteplicità di cortei anche…
Gli altri cortei hanno avuto una discreta partecipazione ma in queslhce modo la giornata ha rappresentanto bene come Milano abbia provato a fare opposizione sociale e come questo ora fa convergenza con la Fiom. Nei cordoni c’è stata una presenza molto variegata, e quindi un potenziale molto positivo.

Ora si tratta di andare avanti…
Questo è sicuramente un primo avvio che ha bisogno di moltissimo lavoro e di sostanza sul piano concreto e organizzativo. Questo lavoro sullo sciopero va reso pià efficace per rendere l’impatto della lotta più forte. Da Milano arriva un segnale di voler vedere finalmente in campo una direzione differente rispetto a quella degli ultimi anni. In particolare noi guardiamo al primo maggio perché sarà l’inizio dell’Esposizione universale e noi da tempo stiamo ragionando sul fatto che il prima e il dopo saranno periodi fondamentali per incrociare le lotte. Il primo maggio per verificare i percorsi iniziati in questi giorni. Expo, non è una novità, sarà la vetrina di tante cose, soprattutto del Governo Renzi.

Sul piano pratico quali acquisizioni ci sono?

A Milano l’esperienza più interessante e avanzata è la logistica, in cui si sta sperimentando molto, grazie anche al lavoro di Adl. Da mesi sono in lotta. Negli lutimi due anni è riuscita a trovare forme di autorganizzazione molto interessanti e sempre guardando al contesto cittadino. Risultato, ieri erano 500 in corteo. Il punto grosso è che sicuramente come ha detto Elio dal palco c’è un gap da colmare tra chi non ha rappresentanza e chi ce l’ha. E che in questi anni la politica del sindacati ha contribuito a questo gap.

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