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Il Piemonte torna al voto, Consiglio Stato boccia ricorso Cota e annulla elezioni 2010
Le elezioni regionali del 2010 in Piemonte vinte dal governatore Roberto Cota sono da annullare. Lo ha confermato la quinta sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Luigi Maruotti, che ha respinto il ricorso presentato da Roberto Cota con il quale chiedeva la sospensiva dell'ordinanza del Tar del Piemonte che ha annullato le elezioni regionali del 2010.

Il pronunciamento del Consiglio di Stato è una sentenza definitiva, che tiene conto anche dell'esame nel merito della causa. Seguiranno nel giro di 8-9 giorni le motivazioni più estese.

Fds-Pdci-Prc, al voto subito con sinistra unita - "Andare al voto subito, e con la sinistra unita": questo chiedono i referenti di Fds, Pdci e Prc in Piemonte, alla luce della sentenza del Consiglio di Stato. "Il Piemonte - affermano congiuntamente la capogruppo Fds in Regione Eleonora Artesio, il segretario regionale Pdci Stefano Barbieri, e il segretario regionale Prc Armando Petrini - ha bisogno di un'altra politica, di altre prospettive e di risollevarsi dalla crisi violenta che lo sta attraversando". "Per farlo - aggiungono - è necessario mettere in campo una sinistra forte e unita, in grado di far valere le proprie istanze. Va quindi incoraggiato un percorso di progressiva unità fra le varie parti in cui oggi la sinistra è divisa, sul modello di quello che sta accadendo per le europee, dove le ragioni dell'unità hanno saggiamente prevalso sui motivi di divisione".

Il Comitato Politico provinciale Prc di Torino ha approvato ieri sera (con 28 voti favorevoli, 1 contrario, 4 astenuti) un documento dove oltre a chiedere di mandare a casa Roberto Cota e la sua maggioranza di governo, invischiati nella vicenda delle firme false e nel rinvio a giudizio per illecito uso di fondi pubblici ci si schiera contro la candidatura messa in campo dal Pd di Sergio Chiamparino.

Per Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc "non è più il tempo di traccheggiare, di accodarsi alla politica del meno peggio il cui unico risultato è di portarci sempre più al peggio. Chiamparino è il garante di un blocco di interessi finanziari, imprenditoriali, affaristici che chiede null'altro che di essere preservato. Non si parli di cambiamento a vanvera. Cota e Chiamparino sono due facce della stessa medaglia il cui denominatore comune sono le liberalizzazioni, lo smantellamento dei servizi pubblici e dei beni comuni, le grandi opere, il modello Marchionne".

Per Locatelli "la sfida del cambiamento deve avere come riferimento le tante forze che in questi anni si sono distinte per le battaglie contro le politiche neoliberiste, di privatizzazione, di devastazione sociale e ambientale, di smantellamento dei diritti del lavoro. Bisogna lavorare da subito affinché queste forze, spesso disperse, tornino in campo con una proposta di unità e di alternativa reale, di sinistra sul modello di quanto si va costruendo intorno alla candidatura di Alexis Tsipras per le elezioni europee".

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