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Sardegna, "Nessuna alleanza con i partiti italiani". Intervista Pier Franco Devias di Fiu
Enrico Letta e Matteo Renzi a parte, così come messi un attimo all’angolo centrodestra e centrosinistra, domenica si terranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale della Sardegna.
Le liste in campo sono molteplici e tra esse vi è un coacervo di organizzazioni partitiche, movimenti e liste indipendentiste: nel centrodestra sono presenti il Partito Sardo d’Azione, l’Unione dei Sardi e la Lista Randaccio per la Zona Franca a sostegno di Ugo Cappellacci; a supportare Michela Murgia ci pensano ProgReS e le liste civiche Gentes e Comunidades; Partito dei Sardi, iRS - indipendentzia Repubrica de Sardigna e Rossomori, invece, sosterranno Francesco Pigliaru assieme a tutto il ‘blocco’ dei partiti che corrono assieme al centrosinistra.
E poi ancora Mauro Pili, portato avanti dalle liste Soberania, Unidos e la storica Fortza Paris; Gigi Sanna, invece, rappresentato dal Movimento per la Zona Franca.
Ultimo ma non meno importante è Pier Franco Devias, candidato del Fronte indipendentista unidu (Fiu) che non ha accettato le alleanze coi partiti italiani e si pone come lista di rottura.
A volere fermamente la candidatura di Devias è stata l’organizzazione politica di "A Manca pro s’Indipendentzia" e altre realtà sparse.
Di seguito, dunque, l’intervista che ha rilasciato a ‘Controlacrisi’ il candidato del Fronte indipendentista unidu Pier Franco Devias.

Il Fronte Indipendentista Unidu propone una candidatura, la sua, sostanzialmente, da solo, o comunque, un’iniziativa proposta dalla sola A Manca pro s’Indipendentzia che, però, non accettato accordi con nessuno. Quindi, perché andare in solitaria a queste elezioni?
Intanto, non è stata una candidatura proposta dalla sola A Manca pro s’Indipendentzia, c'è stata una lista tra i cui propositori c'era anche A manca.
Sostanzialmente il Fronte Indipendentista Unidu è stato creato dalla spinta e dalla proposta di un'area politica che aveva l'esigenza di non abbandonare la lotta per l’indipendenza e, soprattutto, di non entrare nella deriva collaborazionista.

Deriva collaborazionista che è rappresentata dalla parola e dal concetto di sovranismo, andandosi a sovrapporre al termine indipendentismo?
Certo, anche! Sia in questo, sia nel tentativo di far credere che ci sia un vantaggio per l'indipendentismo ad allearsi con i partiti italiani. Sostanzialmente, si tratta di manovre liquidazioniste.

I partiti indipendentisti che si candidano con le organizzazioni italiane sono liquidazioniste?
Beh, gli indipendentisti che si candidano con i partiti italiani dimostrano di anteporre la conquista della poltrona personale al progetto di lotta per l'indipendenza. Del resto quando si va a a lottare contro quello che è il colonialismo, inteso come impostazione politica, a parole ma poi ci si allea coi partiti italiani, ad un certo punto ci si deve chiedere anche contro chi si è anche a favore di chi si è.

Tempo fa Controlacrisi aveva intervistato Bustianu Cumpostu di Sardigna Natzione - Indipendentzia ed egli aveva esposto il nodo che lo aveva condotto a non presentare le liste di SNI per le elezioni regionali ormai imminenti. Cumpostu, però, aveva anche parlato del Fronte Indipendentista Unidu affermando, in un certo qual modo, che gli si fossero chiude le porte: “Il Fronte Unidu fa un’analisi di classe dell’indipendentismo. Esso ha lanciato, intanto, il progetto in maniera unilaterale: quando gli è stato chiesto di metterlo in condivisione non lo ha voluto fare […] Al suo interno voleva solo Sardigna Natzione ma come ospite, non come condivisore del progetto politico! Il progetto era il loro e non si sono neanche presentati alle assemblee di confronto che abbiamo avuto: hanno snobbato tutto. Il Fronte aveva il suo progetto e dovevano decidere loro del proprio destino”. Insomma, per farla breve, c’è stato qualche attrito, la controversia come si è risolta?
Le cose che ha detto Bustianu Cumpostu sono, per usare un eufemismo, particolarmente inesatte. Si è dimenticato di dire che Sardigna Natzione, come tutto l'indipendentismo, è stato invitato a partecipare ai lavori di costruzione del Fronte Unidu. Probabilmente però Cumpostu aveva già preso accordi, poi puntualmente traditi, con collaborazionisti che sono saltati sul carro dell’Italia e lui, essendo rimasto col cerino in mano, ha improvvisato questa presunta persecuzione da parte del Fronte Unidu nei suoi confronti. Inventando, tra l'altro, che il fronte avesse chiuso le porte a iRS e se non so chi altro. Il Fronte Unidu ha tenuto sempre le porte aperte e, ancora, le tiene spalancate a qualunque indipendentista che abbia sinceramente l'intenzione di continuare a lottare per l'indipendenza. Quando poi, invece, alcuni fanno delle scelte ma queste non portano a nulla, piuttosto che infangare i tentativi costruttivi degli altri, si farebbe bene ad assumere le responsabilità davanti al popolo sardo e anche davanti a al proprio partito.

 

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