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Sardegna, stravince l'astensionismo. Testa a testa tra Pigliaru e Cappellacci
Alle elezioni per il rinnovo del Consiglio e della Giunta Regionale in Sardegna, a vincere è stato l’astensionismo. Ieri, infatti, ha votato solo poco più del 47% degli aventi diritto. Intanto, a poche ore dall'inizio dello spoglio delle 773.349 schede non sono ancora disponibili dati ufficiali sull'esito delle elezioni in Sardegna, sembra uscire confermato il testa a testa, previsto dai sondaggi, fra il presidente Ugo Cappellacci, ricandidato per il centrodestra, e l'avversario del centrosinistra Francesco Pigliaru, sostenuto anche da sovranisti e dagli indipendentisti di Irs. Staccata l'outsider Michela Murgia, candidata di Sardegna Possibile, che non sembra riuscita, come anche gli altri candidati, nell'impresa di convincere gli indecisi e soprattutto a scalfire il crescente partito dell'astensionismo in Sardegna. Seguono gli altri tre in corsa per la presidenza: il deputato Mauro Pili (Coalizione del popolo sardo), Pier Franco Devias (Fronte Indipendentista Unidu) e Gigi Sanna (Movimento Zona Franca).
Alle 22 di ieri aveva votato appena il 52,23 per cento degli aventi diritto (1.480.409 elettori, di cui 725.331 uomini e 755.078 donne, distribuiti in 1.836 sezioni), contro il 67,57% delle analoghe consultazioni del 2009. La provincia dove si è votato di più è Nuoro, con il 56,54%, maglia nera invece per Carbonia Iglesias, che si è fermata al 48,83%. Basse le percentuali anche ad Oristano (49,71%) e Medio Campidano (49,92%). Leggermente meglio, invece, in provincia di Cagliari, dove si sono recati alle urne il 51,38% degli elettori, e in Gallura, dove la percentuale è arrivata al 52,27%.
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