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Pannella a Renzi:"Azione non violenta contro il Governo che non rispetta la sua stessa legalità"
Matteo Renzi è il nuovo Presidente del Consiglio dei ministri. La stampa, e persino l’opinione pubblica più refrattaria all’informazione, lo sa. I ministri sono cambiati tutti, quasi tutti: il rottamatore della Leopolda vuole tenere tutto sotto controllo ma mantiene, sapientemente, solo i nomi che gli potrebbero garantire l’appoggio alle Camere, in vista della fiducia da incassare nei due rami del Parlamento. Angelino Alfano, Beatrice Lorenzin e Maurizio Lupi i ministri confermati, Emma Bonino – radicale, ministro degli Esteri – indebitamente ‘defenestrata’ dal Governo sostituita da Federica Mogherini.

“Dovrei esserci abituata, ma si patisce sempre un po’”, avrebbe detto la militante radicale dai microfoni del piccolo palco allestito a Largo di Torre Argentina. Ma comunque la ‘casa’ radicale aveva preparato ad hoc una giornata, quella di ieri, a prova di controinformazione e reazione – nonviolenta – a seguito della scelta di Renzi. La giornata radicale di ieri inizia alle ore 16:30 presso la sede del Partito Radicale di Via di Torre Argentina: “Dove c’è strage di legalità c’è strage di popoli”, è Marco Pannella a parlare durante la conferenza stampa indetta dal Prntt (Partito Radicale Non violento Transnazionale Transpartito). Prima la conferenza stampa del Presidente del Senato del partito, poi il comizio a Largo di Torre Argentina tenuto dalla, ormai, ex ministro degli esteri Emma Bonino. Pannella parte subito all’attacco affermando che “Emma Bonino è in testa a tutti i sondaggi per la sua popolarità”, anche “i giornali, di destra o di sinistra, e quelli che hanno strumentalizzato la faccenda dei Marò per accusare l’ex ministro radicale” si sono dovuti arrendere all’evidenza che la Bonino era e rimane la più popolare fra i radicali. Pannella, dunque, ne ha soprattutto per Matteo Renzi che, a quanto pare, sembra essere ‘uno e trino’ con il suo rappresentare la città di Firenze, il Partito democratico e l’Italia tutta detenendo la carica di Presidente del consiglio dei Ministri. “Il giovine (Matteo Renzi nda) a me ricorda un balilla - dice Pannella - perché mi ricorda il calcio balilla: invidiavo chi riusciva in quel gioco, da piccino, perché non riuscivo a manovrare, con la giusta velocità, i finti giocatori per poter battere gli avversari. Ebbene, Renzi” ha saputo manovrare molto bene quelle ‘manopole’ che guidavano i finti calciatori del calcio balilla e, secondo il Pannella “è stato semplicemente bravo nel farsi conoscere, acquisendo mezzi, candidarsi e prendere il potere” alla maniera del “ghe pensi mi”.

Tant’è che, secondo il presidente radicale, anche l’italicum è frutto di quel ‘ghe pensi mi’: “L’Italicum? Merita questo nome, quando ero piccolo, Mussolini andava ripetendo l’esclusività di alcune norme per l’Italia. Bene, anche in questo caso l’Italia si distingue” per la mancanza di democrazia circa la legge elettorale. “Il nostro Stato è uno Stato criminale, in flagranza di reato – conclude Pannella - secondo tutti i parametri del mondo! Anche un manipolo di parlamentari spagnoli ha dichiarato che la non ragionevole durata dei processi in Italia è stata considerata lesiva per il diritto nel nostro Paese. In questa situazione, il fatto che Renzi si sia rifiutato di firmare anche uno solo dei 12 referendum Radicali, è un fatto sintomatico: secondo il segretario Pd il referendum è una iattura così come il Senato e anche gli stessi regolamenti della Camera lo saranno, vedrete! Gli ‘ostacoli’ e le ‘formalità’ sono d’impiccio a Matteo Renzi” Quindi, Pannella rivendica la lotta nonviolenta: “Quanto più il potere non rispetta nemmeno la propria legalità, noi dobbiamo continuare con la nostra azione non violenta per fargli rispettare quegli impegni Costituzionali che si è dato. Invece di mostrare i muscoli, noi mostriamo il nostro magrore”. Conclusa la conferenza stampa, dunque, saliva, sul palco montato a Largo di Torre Argentina, l’ex ministro degli esteri Emma Bonino che, come ha anche affermato più volte – visibilmente commossa dal sostegno ricevuto – non vuole levarsi sassolini dalle scarpe.

Mostra rispetto, la radicale Bonino, per la neo incaricata agli Esteri Federica Mogherini che “ho provveduto a contattare e, se dovesse averne bisogno, avrà il mio sostegno e quello dei Radicali”. Tanto più la Bonino procede con il suo discorso, tanto più fa riferimento a personaggi sovente presi in considerazione dall’area politica radicale, come Altiero Spinelli: “Monnet e Spinelli dicevano che le persone passano ma le istituzioni restano e se queste si indeboliscono non avremo scampo" Conclude il discorso, la piazza applaude e Pannella si avvicina al microfono non prima d’essersi appropinquato ad Emma Bonino per un abbraccio fraterno, l’ex ministro si scansa, e il presidente radicale agguanta il microfono dopo un siparietto con un inviato de Le Iene. Pannella, dunque, riprende a parlare e fa riferimento ai referendum radicali, a Forza Italia e a Berlusconi “che li ha firmati tutti e 12!” e afferma che “Silvio” non aveva preso accordi coi radicali per essere andato al banchetto e apporre la propria firma ai quesiti proposti dal pacchetto ‘Cambiamo noi’ e ‘GiustiziaGiusta’.

A fine dell’eloquio pannelliano, dunque, è facile notare come fosse quantomeno siderale la concezione e la considerazione del termine ‘istituzione’ da parte dell’uno e dell’altra esponente radicale: stride, stride tremendamente la frase e il rispetto istituzionale dell’ex ministro degli esteri Emma Bonino, spiegato con le parole di Spinelli e Monnet, col riferimento e la giustificazione nei confronti di Berlusconi - pregiudicato e condannato - da parte di Marco Pannella. Certo: Berlusconi ha firmato i referendum radicali e il Pd non ha preso posizione in merito. Ma, forse (sic!), il condannato Silvio aveva necessità di ricostruirsi - in quella fase - un’immagine all’esterno, come si dice trivialmente in questi casi: rifarsi una verginità politica; o forse Pannella pensava di poter contare qualcosa all’interno del progetto berlusconiano della Forza Italia 2.0?
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