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Spending review ammazza-impiegati. Prc: "Ci vuole lo sciopero generale"
Sanità, pensioni, pubblico impiego, fino all’accorpamento di polizia e carabinieri, che da solo dovrebbe portare quasi due miliardi di risparmi. E’ in sintesi il piano di “spending review” che ieri Carlo Cottarelli ha illustrato in commissione al Senato. Sul tema c’è una lunga nota del Prc che mette in evidenza tutti i buchi di questo piano che introduce di fatto “uno scenario di tipo greco”. ''Non si colpiscono i privilegi veri – si legge nella nota firmata da Roberta Fantozzi e Paolo Ferrero - le pensioni piu' alte non saranno toccate, per il veto di Renzi. La spending review e le politiche di austerita' vanno respinte al mittente perche' aggravano la crisi economica e producono l'imbarbarimento della societa'”.

Per il Prc “ci vuole lo sciopero generale'', anche perché gli effetti di queste misure saranno di avvitare ulteriormente l'economia in una spirale recessiva e di distruggere quel che resta dei diritti sociali. 85.000 esuberi ulteriori nella pubblica amministrazione e il blocco del turn-over sono una ricetta inaccettabile che compromettera' definitivamente i servizi pubblici''. Perche' Cottarelli e Renzi, aggiungono Ferrero e Fantozzi, ''non dicono che il sistema pubblico in Italia e' gia' ampiamente sottodimensionato rispetto ai principali paesi europei? Nel 2010, prima degli ultimi tagli, l'Italia aveva 5,9 dipendenti pubblici ogni 100 abitanti contro gli 8,5 della Francia e i 9,2 della Gran Bretagna.Perche' non dicono che il blocco del turn-over ha fatto si' che l'eta' media della pubblica amministrazione in Italia sia tra le piu' alte d'Europa? E come si fa a tagliare altri 5,5 miliardi ai trasporto pubblico o altri 3,1 mld alla sanita' senza distruggere il diritto alla mobilita' e alla salute, gia' compromesso dalle lunghissime listed'attesa e dai ticket? Come si fa a tagliare gli assegni d'accompagnamento accanendosi sui veri invalidi, o a peggiorare ulteriormente la condizione delle donne inasprendo ancora la controriforma delle pensioni?''.

Al Senato,Cottarelli ha passato in rassegna tutte le ipotesi di lavoro, sottolineando che si tratta solo di stime, scenari, proposte tecniche. Interventi che dovrebbero dare per il 2014 5 miliardi di tagli. Gli statali dunque innanzitutto. Ad essere coinvolti da tagli ed esuberi sarebbero, secondo le simulazioni di Cottarelli, ben 85.000, ma si tratta appunto, ha puntualizzato l'ex dirigente del Fondo monetario, di "una prima stima di massima" che va "affinata" continuando a lavorare. Idem per le pensioni. Il contributo una tantum per quelle tra i 2.000 e i 3.000 euro e' solo uno "scenario illustrativo”. Tra gli altri interventi previsti, c’è l’allineamento tra uomini e donne dell'eta' contributiva da 41 a 42 anni, per maturare i requisiti della pensione. Il risparmio atteso da questa misura e' indicato in 200 milioni nel 2014, 500 milioni nel 2015 e 1 miliardo nel 2016. Inoltre, i risparmi attesi dal contributo di solidarieta' sulle pensioni piu' elevate sono quantificati in 1,4 miliardi nel 2014, 1 miliardo nel 2015 e 500 milioni nel 2016. Nel menu' c'e' poi la revisione delle pensioni guerra (la maggior parte per superstiti di vittime della seconda guerra mondiale; spesa attuale 1,5 mld) e una stretta sulle pensioni di reversibilita' (su nuovi flussi) con una riduzione percentuale di conversione per fasce di reddito. Il ministro del Welfare, Giuliano Poletti, infine, ha parlato di “un intervento drastico contro gli abusi delle false pensioni di invalidita'”. Parole che ricalcano in pieno quelle contenute nel piano. Ed anche piu' in generale sugli assegni pensionistici qualche apertura potrebbe arrivare. "Penso che sulla fascia alta si possa fare qualcosa da subito", ha detto il sottosegretario all'Economia, Giovanni Legnini, non escludendo anche contributi una tantum per il taglio del cuneo fiscale. Per la Cgil, che si aspettava "una maggiore lotta agli sprechi reali" si tratta "dell'ennesimo attacco al sistema pubblico e del welfare". Il sindacato attende pertanto "che il governo convochi le parti per capire se le proposte di Cottarelli sono le stesse dell'esecutivo". E anche la Uil attacca: "Ogni volta il pubblico impiego viene considerato il bancomat del governo in carica". Mentre la Federazione della Sicurezza della Cisl dice no ai tagli lineari nel settore della sicurezza e del soccorso pubblico.
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