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Elezioni europee, gran caos nel fronte liberale. Scelta civica va per la sua strada
Le elezioni europee di maggio bussano alla porta. E le organizzazioni che compongono la geografia politica italiana vanno a posizionarsi un po’ in base ai sondaggi, un po’ seguendo l’analisi sulla crisi economica e l’austerity. C'è un gran rimescolamento di carte. E l'operazione Renzi fa parte di questo solco. L’attuale conformazione dell’europarlamento fa comunque da timone: la sinistra, coalizzatasi ne ‘L’altra europa con Tsipras’, farà riferimento al Gue; il Pd al Pse, sempre più in difficoltà; Forza Italia al Ppe, così come l’UDC e il gruppo Popolari per l’Italia, capitanato da Mario Mauro e fuoriuscito da Scelta Civica. Apparentemente non cambia nulla. Ma sotto sotto ognuno cerca in base all'arte dell'“intuito politco” di correre dietro all’andazzo dell’elettorato, già ampiamente annunciato dalla tornata elettorale francese. Il filone che sembra subire di più i colpi della crisi economica, e del relativo “buco” nella rappresentanza politica, è il liberalismo, e le sue varie versioni di destra e di centrosinistra.


I partiti italiani che fanno riferimento all’Alleanza liberal democratica europea sono svariati, la galassia liberale si era raggruppata, in un progetto unitario, svariati mesi fa: il progetto in questione era “In cammino per cambiare” e vedeva insieme il Pli (Partito Liberale Italiano), Fare per Fermare il Declino, il Partito federalista europeo, Uniti verso nord, la Federazione Liberale e la lista civica piemontese Progett’Azione.
Il progetto, poi, è venuto meno per gli attriti tra Michele Boldrin, coordinatore di FiD, e Stefano de Luca, segretario del Pli.
La lista Alde candida a Presidente della Commissione Europea l’ex premier del Belgio Guy Verhofstadt e gli incontri preparatori per la formazione dell’agglomerato liberale sono stati fermamente voluti dallo stesso ex premier che, circa un mese fa in una conferenza stampa alla Stampa estera, ha presentato la lista liberal democratica che correrà in Italia per le Europee.
Alla conferenza stampa erano presenti tutti i movimenti della galassia liberale: Fid, Centro democratico, Pri, Pli, Pfe, federazione liberale, Ali, Scelta Civica.
 La lista, dunque, avrebbe preso il nome di Scelta Europea: ci sarebbe stato il simbolo dell’Alde, il nome del politico belga e i simboli di Centro democratico e FiD.
Sarebbe stato così, ed è ancora così se non che una parte della galassia liberale, pur consistente, ha optato per una scelta diversa.


Il gruppo di Scelta Civica si è separato dalla lista Alde, proprio nella giornata di ieri. E durante una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, ha presentato il simbolo che correrà alle elezioni europee: Scelta civica per l’Europa.
 Il ramo del parlamento europeo è lo stesso, l’Alde, Andrea Romano lo ripete anche quando Edoardo Petti di ‘Formiche’ gli pone la domanda: “Sosterremo la candidatura di Guy Verhofstadt” ponendola come migliore “tra quella proposta dal Pse e dal Ppe perché rappresentano vecchie culture politiche che si sono dimostrate incapaci di rinnovare l’Europa”. 
Scelta civica va per la sua strada, dunque, e il Partito Liberale Italiano decide, a sua volta, di ritirarsi dalla lista Alde. Stefano de Luca, raggiunto da ‘Controlacrisi’, ha dichiarato che il Pli non ha più dato appoggio alla lista Alde “perché è un guazzabuglio”. “Si sono divisi anche in due liste, ieri - come Pli - abbiamo redatto un documento che invitava le due liste, cioè quella dell’Alde e quella di Scelta civica, a riunificarsi perché è l'unica possibilità per il mondo liberale di riuscire a portare un risultato”.
Quindi il Pli non appoggia né l’una né l’altra lista: “Al momento, la decisione presa ieri è questa, avendo invitato le due liste ad unificarsi”.
Lo stesso De Luca afferma che non sosterranno Guy Verhostadt: “al momento siamo fuori. Abbiamo dato un forte invito a ricomporre questa frattura perché nessuno dei due gruppi, allo stato attuale, potrà raggiungere il 4%. La nostra idea è quella di fare una lista unica che abbia possibilità di superare lo sbarramento. Questa divisione mi sembra una follia”.


Stefania Schipani, presidentessa del Pfe, in una lettera inviata a ‘Formiche’ dichiara: “La presentazione della lista Alde rappresenta un esperimento politico interessante che mira a far confluire, sotto un progetto comune, diverse forze politiche attraverso un percorso di unione e che può dar voce ad una parte rilevante dell’elettorato non appartenente alla sinistra, alla destra e alla demagogia grillina. Chi sceglie la disunione ovviamente se ne assume anche la responsabilità in questo momento storico delicatissimo per il nostro paese e per l’Europa. E’ proprio la convergenza di forze politiche diverse fra loro il valore aggiunto della nostra proposta e avremo modo di spiegarlo agli elettori”.
A ‘Controlacrisi’, la Schipani afferma: “Nella lista Alde, inizialmente, era presente anche Scelta Civica. Devo ancora mettermi in contatto con Verhofstadt per capire cosa ne pensa, ma l’azione di Scelta Civica è stata condotta in totale autonomia”.
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