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"M5S, chi è stato cacciato non deve dimettersi dal Senato. Ci pensino". Intervista ad Adriano Zaccagnini
“Aspettavo questa resa dei conti da un po'. Non mi aspettavo però che esplodesse adesso”. Adriano Zaccagnini è uno di quei dissidenti che la puzza di bruciato nel Movimento Cinque Stelle l’avevano sentita da un pezzo. Ed ora si gode queste turbolenze. E, giura, “non saranno le sole”.

Una dichiarazione che, se associata a quelle di Francesco Campanella, uno degli ultimi senatori espulsi, lascia intravvedere un futuro piuttosto difficile per Grillo e Casaleggio. E’ vero che i sondaggi li danno ancora in alto, ma ci sono alcune prove nel medio periodo non facili da superare, la prima è la tornata elettorale per le europee, dove Grillo appare più "provinciale". Cosa ha detto Campanella? Alla domanda “se Pizzarotti facesse una sorta di Movimento riprendendo il meglio dei 5Stelle ma andando oltre Grillo e Casaleggio, le piacerebbe parteciparvi?” Lui ha risposto: "Diciamo...si'. Un Movimento 5Stelle senza Grillo e Casaleggio sarebbe l'ideale” (da IntelligoNews, quotidiano online). Poi ha aggiunto: "Quello che e' accaduto a Pizzarotti non costituisce una novita' rispetto a quello che ho detto io proprio in questi giorni. Traspare anche in questo caso e in modo chiaro la visione di Grillo del Movimento come qualcosa di proprio”.

Insomma, onorevole Zaccagnini, il Movimento Cinque Stelle sta diventando un composto chimico da studiare perché potrebbe rivelare delle sorprese…
In realtà, proprio per i calcoli che si è fatto Casaleggio con il governo Renzi vogliono essere sicuri che non accada niente di spiacevole, e quindi stanno correndo ai ripari. I quattro che sono stati espulsi sono state persone sempre critiche, che hanno fatto un ottimo lavoro parlamentare e hanno sempre dichiarato di voler avere un ruolo. Non volevano assolutamente uscire. Anzi, volevano cambiare il movimento da dentro. Non si aspettavano di essere attaccati così meschinamente all'improvviso e tutti insieme. E’ in atto una fase di inquadramento del plotone, è chiaro. Come hanno detto si considerano in guerra. Un passaggio obbligato per loro per poter continuare a fare quello che fanno, ovvero il bello e il cattivo tempo dal vertice.

Qual è il minimo comune denominatore di tutti questi parlamentari o espulsi o che se ne sono andati?
Ci può esser un pizzico di omogeneità per il fatto che si difendono i valori della democrazia e quindi di fatto ci si ritrova sempre più a sinistra. Sono valori di umanità. La questione è che c’è anche molta confusione purtroppo. Mentre, per il mio passato politico, ho avuto tutto abbastanza chiaro credo che per gli altri ci sia tanta emozione e confusione. In particolare, chi si è dimesso dal Senato. Anche se come gesto è nobilissimo, credo che sia un po’ anche un deresponsabilizzarsi.

Vabbé ma adesso cosa succederà con il gruppo misto?
C'è la necessità di creare un altro gruppo al Senato per rafforzare le individualità e dare concretezze a quella parte del movimento che possiamo chiamare di sinistra e che non si ritrova nella gestione autoritaria. Credo che con il tempo si arriverà a questo gruppo. Tre senatrici e Mastrangeli sono già fuori. Hanno maturato un'esperienza politica importante e quindi coloro che hanno dato le dimissioni dal Senato prenderanno consapevolezza dell'azione da fare quando gli altri partiti rifiuteranno le dimissioni. Allora, lì mi auguro che si coagulerà un gruppo preciso. Alla Camera la vedo più difficile perché c’è un maggiore terrorismo psicologico.

Davanti abbiamo le lezioni europee. Potrebbero cambiare il clima in Italia?
Secondo me è il momento giusto. Tsipras sta guidando in modo eccellente. Sosterrò questa lista.. E credo che dopo le europee si verifichi un processo costituente che rimetta in discussione alcuni punti della sinistra e cerchi di dire chi sta con chi su discriminanti precise. L'ambiguità di Sel va chiarita in fretta, quindi. La lista Tsipras è ben lanciata ma per il dopo non ci devono essere sorprese. E’ un modello che va sedimentato.

E per quel che rigaurda il movimento di Grillo?
Il movimento di Grillo sbandiera una soluzione sull’Europa che sul loro elettorato ancora ha molta presa. L'elettorato grillino è un po' lontano, e lo non andrei nemmeno tanto a cercare. Parlo però con tante persone che sono abbastanza deluse dal resto. Quasi sconsolati, vanno avanti per forza di inerzia. E si vede subito la scintilla nei loro occhi quando parli di Tsipras. Tsipras è una alternativa forte a Pd e Pdl. Grillo mantiene un certo appeal perché ha una carica protestataria. L'elettore più attento che segue di più la politica e tiene a certi valori piano piano si discosterà dal Cinque stelle. Ed è importantissimo farlo adesso con la ventata nuova che sta portando Tsipras, soprattutto nel metodo.

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