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Roma, quattro delibere popolari per una città migliore e di tutti
Quattro delibere di iniziativa popolare promosse da associazioni, comitati e spazi sociali per costruire una città migliore. Acqua bene comune, uso sociale del patrimonio immobiliare abbandonato, scuola pubblica e finanza sociale per liberare Roma dalla crisi.

Oggi in Campidoglio (appuntamento alle 15.30) una nuova idea di città e di come amministrarle. Prende concretamente forma, grazie a comitati, associazioni, spazi sociali e forze politiche si mettono in rete, costituendo il Comitato promotore per la presentazione di quattro delibere di iniziativa popolare.

Quattro proposte, nate dal basso, frutto dell'attivazione e della partecipazione dei cittadini, indicano una riposta collettiva alla crisi. Quattro i temi affrontati: la ripubblicizzazione dell'acqua dando effettiva realizzazione al referendum da anni contraddetto, il recupero e l’utilizzo a fini sociali del patrimonio pubblico e privato abbandonato, la finanzia sociale e la difesa e valorizzazione della scuola pubblica.

“La connessione tra queste delibere disegna un diverso modello di città, che ha come priorità la drammaticità delle condizioni sociali provocate dalla gestione iniqua della crisi, - si legge in un comunicato a firma del Prc - apre a una prospettiva politica alternativa a quella della Giunta Marino, del Salva Roma, dell’austerità e della privatizzazione”.

La presentazione alla stampa della campagna cittadina che prende il nome di “DeLiberiamoRoma” è prevista per le ore 11 durante presso il Teatro Valle Occupato, Via del Teatro Valle 21, Roma.

L’avvio dei banchetti e della raccolta delle firme per la presentazione delle delibere inizierà simbolicamente il 25 aprile, giorno della liberazione d’Italia dal regime fascista, in mattinata durante il corteo dell’Anpi e in altre iniziative.

Nello specifico le delibere chiedono:
* la ripubblicizzazione di ACEA ATO 2 S.p.A., l'azienda che gestisce il servizio idrico nella Provincia di Roma;
* il riutilizzo a fini sociali del patrimonio abbandonato pubblico e privato, il blocco delle vendite immobiliari e delle speculazioni edilizie già programmate o in via di programmazione dall’amministrazione;
* la modifica del Patto di Stabilità interno e l’introduzione di altre misure di finanza pubblica e sociale che contristano gli effetti che la crisi economico-finanziaria provocano nella popolazione;
* il rispetto del diritto allo studio, il potenziamento delle risorse per le scuole pubbliche e la chiusura dei finanziamenti alle scuole private.

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