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"Dopo il voto grandi opportunità per la sinistra. Sel non faccia sciocchezze". Intervista all'ex grillino Adriano Zaccagnini
Si parla di una sconfitta di Grillo, comunque non si può certo dimenticare che il consenso elettorale è stato di un certo peso. Tu come la vedi?
In un quadro più ampio, in particolare nel quadro europeo è in realtà all’opera il progetto di favorire il ricompattamento dei grandi partiti europei. E questo è avvenuto promuovendo fenomeni nazional populistici, gli inglesi di Farage, Le Pen e Grillo. Queste formazioni rimarranno disunite. La loro funzione è quella di governare la variante che mette paura agli elettori. E questo sul medio periodo porterà ad annullare le differenze con i campi dei popolari, dei socialisti e dei liberali. In realtà non è cambiato niente rispetto a prima. L’Europa continua sulle larghe intese con una gestione oculata ed attenta del potere. All’interno di questo si possono fare dei distinguo, certo, a seconda dei contesti. Avevo già previsto che M5S non abbassasse i toni perché il loro compito è spaventare. Hanno a disposizione per questo un elettorato disciplinato che manda giù qualsiasi cosa loro propongano. Il risultato è che rimangono lontani dal confronto che si sta aprendo a sinistra e funzionali al ricompattamento delle grandi famiglie e alle larghe intese italiane. Si va incontro a una serie di operazioni di svuotamento di democrazia elettiva e a delegittimazione del voto elettivo.

Il Pd, un corpaccione immobile, insomma.
Prima che una componente politica è una componente psicologica da prende il sopravventonel movimento 5 stelle. Attivisti e parlamentari sono schiacciati dalla piramide. Anche se il soggetto potrebbe crescere e la protesta strutturarsi in proposte più concrete poi in realtà vengono allontanati dal vertice. L’alternativa è la frammentazione tipica del contesto italiano. I vari fuoriusciti non sono stati in grado di comporre qualcosa di unitario. Nel momento in cui Grillo molla il simbolo finirebbe il movimento e i vari frammenti avrebbero poca forza. L’emancipazione degli attivitsti e dei parlamentari è difficile.

Mentre invece a sinistra?
L’unica cosa che può aiutare l’emancipazione delle forze vive è una sponda a sinistra, un modello Syriza che possa ricreare una riflessione su come utilizzare gli strumenti di partecipazione e di democrazia partecipativa e che non ci possono essere leader o guru. Una democrazia interna con precisi processi di decisionalità. La sinistra ha al suo interno il dna per chiarire queste posizioni che diventano fondamentali in alcune situazioni come il movimento acqua bene comune e quello sul reddito di cittadinanza. Temi che devono tornare ad essere interni alla mobilitazione reale popolare e non arnesi in mano al populismo dei grillini.
La responsabilità della sinistra è enorme. Può aiutare il movimento per ricreare una posizione in cui chiunque si può sentire a suo agio e il dissenso diventare ricchezza e parte integrante dello spazio.

Non credi che questo per la sinistra sia un momento molto delicato?
A sinistra ci vuole una chiarificazione dei due principali attori, Rifondazione e Sel. Soprattutto Sel deve responsabilizzarsi per farsi promotrice di un momento costituente in cui fa un passo indietro ma nello stesso tempo si rende disponibile. So che è una cosa che non gli conviene nell’immediato ma nella prospettiva di tempi lunghi in Europa è molto importante. Il nuovo spazio a sinistra, poi, deve essere attraversato da tutti e da tutte e non dalla sola nomenclatura politica guardando a sinistra in Spagna dove oltre a IU c’è stata l’affermazione di Podemos. Izquierda unita si dovrà trasformare.

Sel non ha spazi nel Pd, il gigantismo acquisito da Renzi ha il risultato di impedire la dialettica politica.
Sicuramente, è perché essendo più forte deve continuare sulle sue posizioni come un treno e incarna il passaggio dalla socialdemocrazia alla lliberaldemocrazia e questo voto lo porta ancora di più a una posizione forte sul tavolo della concertazione. Il Cnel addirittura verrà abolito.

Come saluti l’affermazione della lista Tsipras?
Grande vittoria perché lo sbarramento antidemocratico ha fatto si che rischiavamo di non entrare. Secondo me, se si restringono gli spazi politici per Sel si allargano quelli su cui investire a sinistra e anche con nuove modalità di far politica e nuovi modi di intendere le alleanze transnazionali.

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