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Europee 2014, affollatissimo attivo al Prc di Roma. Il contributo della segreteria
Il 29 maggio nella Federazione di Roma del Prc si è tenuto un affollatissimo attivo degli iscritti. Pubblichiamo qui il contributo della segreteria: Claudio Ursella, Roberta Cecili, Monica Natali, Elio Romano, Elisabetta Stano.

Il fatto più rilevante di queste elezioni europee è la concreta prospettiva di dissoluzione di uno dei cardini della costruzione europea, quell'asse franco-tedesco, che ha rappresentato l'immagine di un'Europa finalmente in pace, dopo secoli di conflitti lungo la linea del Reno. L'affermazione del nazionalismo fascisteggiante della Le Pen, così come la necessità di riscatto di un PSF umiliato e ridotto ai minimi termini, renderanno certamente difficile per la Germania trovare il sostegno del governo francese, che fino ad oggi è stato il suo più autorevole partner nelle politiche di rigore. La sconfitta del PSF appare particolarmente umiliante, se ad essa si aggiunge la beffa dell'affermazione del PD di Renzi, attualmente primo partito del centrosinistra europeo, a cui si è concesso di "spendere" ben 80 euro, per "l'acquisto" di un singolo voto, in barba alle politiche di rigore per cui è stato sacrificato il residuo consenso di Hollande e del suo nuovo premier.

L'altro fatto di grande rilevanza politica è la conferma dell'avanzata di Syriza in Grecia, una vittoria che se apre finalmente una nuova prospettiva politica in Europa, contestualmente obbliga tutti a fare i conti con il tema della rottura delle compatibilità europee, e dei rischi che tale rottura necessariamente produrrà, anche a fronte dell'affermazione di Alba Dorata, e quindi della ricomparsa sulla scena europea del fascismo, come movimento di massa.
Questi due elementi di evidente instabilità, uniti al quadro generale di un Europa che è vista con indifferenza, se non con sospetto, da larga parte dell'elettorato, che in larga misura si è astenuto, ci propongono uno scenario europeo, in cui la crisi del modello sociale basato sul welfare e le garanzie democratiche, non produce alternative sufficientemente forti o credibili. In questo scenario in cui la crisi economica e sociale si sta velocemente trasformando in crisi politica, l'unica speranza è l'esistenza di una sinistra europea, che seppur ancora oggi minoritaria, si appresta a divenire l'unica effettiva alternativa strategica al bipolarismo della finanza.

Venendo alla scena italiana, l'elemento di certo più deflagrante è la vittoria del PD di Renzi, con la conseguente e forse definitiva battuta d'arresto del M5S, e il declino di quello che fu il centrodestra berlusconiano. Questi tre elementi indicano forse la possibilità del momentaneo superamento della crisi politica italiana, superamento reso possibile non tanto dall'autorevolezza della leadership di Renzi, ne dalle sue elargizioni, quanto dalla totale impermeabilità del sistema politico al malessere del paese reale; intorno a Renzi, alle sue "riforme", al suo ottimismo, si coagula il consenso di quanti hanno ancora qualcosa da perdere, e per difenderlo son pronti a chiudere gli occhi sui mille drammi quotidiani e reali, che smentiscono le favole dell'erede di Berlusconi.

In questo quadro il consenso alla Lista Tsipras e soprattutto il risultato, che per la prima volta dopo anni, ha permesso alla sinistra alternativa di eleggere i suoi rappresentanti, è un piccolo miracolo dovuta alla passione di militanti e attivisti politici e sociali, ma anche al coraggio di quanto rimane del mondo dell'intellettualità di sinistra, che finalmente ha deciso di spendersi senza ambiguità, in una posizione di critica radicale. C'è finalmente la base minima per dare corso alla costruzione di quella soggettività della sinistra, plurale e di massa, di cui il paese ha necessità; primo obbiettivo di questa soggettività, dovrà essere quello di richiamare alla partecipazione democratica ed elettorale quelle masse di popolo escluso e dimenticato, che nei quartieri popolari ormai si astengono in massa: senza la loro partecipazione e attivazione, ogni risultato elettorale, non potrà essere che limitato e precario. Perchè ciò accada c'è la necessità che il nuovo soggetto della sinistra d'alternativa, abbia un forte ancoraggio al punto di vista di classe, ai temi del lavoro e alle pratiche del conflitto: questo deve essere l'impegno dei comunisti, che con la loro autonomia politica e organizzativa, possono e devono essere protagonisti di questa costruzione, a partire da domani e dalla nostra città. E' quindi prioritario che tutto il nostro partito romano si impegni, da subito, nel rilancio e nella crescita quantitativa e qualitativa di tutti i comitati Tsipras già esistenti.Una particolare attenzione deve essere messa per costruire nuovi “Comitati” nel mondo del lavoro.

In questo senso Roma rappresenta certamente le potenzialità, con il suo bel risultato oltre il 6%, che la porta ed essere la quarta forza politica della città, anche se possono rappresentarsi delle difficoltà perchè all'interno dei comitati Tsipras, nella città, ci sono posizioni politiche molto diverse sul Governo del sindaco Marino.

Affrontare questa contraddizione, nel vivo dello scontro sociale sui temi della città, dalle 4 Delibere, alla battaglia contro l'art.5 del DL Lupi, dalla lotta per la casa, a quella contro le privatizzazioni, questo è il modo in cui la Federazione di Roma del PRC si impegna a costruire una sinistra d'alternativa, unita, forte e plurale, per tornare nelle istituzioni cittadine, e dare voce a chi in questa città è escluso.

 

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