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Attivo Prc Roma, il dibattito sul "soggetto politico di sinistra nuovo, plurale e di massa"
Il 29 maggio a Roma, in via Dancalia, presso la sede della federazione del Prc si sono riuniti i rappresentanti dei circoli. Diciannove lunghi interventi, in quattro ore di assemblea in un’atmosfera non da brindisi ma con tanto dibattito. Una strana aria di perplessità sul cosa fare. Alludendo anche al fatto che l’appartenenza alla lista “L’altra Europa” che ha visto l’unione ai compagni di Sel, possa essere elemento condizionante nelle scelte di partito. «Siamo e restiamo comunisti e nessuno deve inquinare, rendendo ibridi i nostri obiettivi, le nostre lotte e le nostre idee», afferma un compagno.

Nessuno, o quasi, insomma, ha espresso “gaudium magnum” per il risultato elettorale. che ci ha portato in Europa, sia pur con un solo europarlamentare, Eleonora Forenza. Dagli interventi dei compagni emerge la necessità di trovare un obiettivo comune, affinché i risultati elettorali non restino sterili, ma che ci si avvii a costruire un iter comune per ottimizzarli e radicare il partito nei territori, così come non é ancora avvenuto. È auspicabile che da un 4.03 per cento nazionale strappato alla fine di una notte di spoglio delle schede alquanto travagliata, fra alti e bassi, a caduta rapida con il 3.8, e gli alti (si fa per dire) di un finale all’alba, ci sia un’ascesa rapida che porti la lista a prossime vittorie elettorali più solide. Syriza docet.

Ma oggi cosa s’intende fare di questa tiepida vittoria? E come trasformare una sinistra intellettuale ed elitaria, mutilata del suo storico elettorato della classe operaia e della “new generation”, in una sinistra attiva e partecipata trasversalmente dal popolo. Apre il dibattito Claudio Ursella, segretario della federazione romana, presentando l’ordine del giorno articolato su tre tematiche fondamentali: la concreta prospettiva di dissoluzione di uno dei cardini della costruzione europea, quell’asse franco-tedesco che ha rappresentato l’immagine di un’Europa in pace, l’affermazione della Le Pen in Francia, l’affermazione del Pd di Renzi, l’avanzata di Syriza in Grecia, ma anche dell’affermazione di Alba dorata, come ricomparsa in Europa di un movimento fascista di massa. Ma è sullo scenario politico italiano che si accentra maggiormente l’attenzione e si discute. La vittoria di Renzi, la battuta d’arresto del M5s e il declino berlusconiano. È su questo scenario che il consenso alla lista Tsipras e il risultato elettorale positivo, sia pur modesto, permette alla sinistra italiana di avere dei rappresentanti in Europa. Si possono ora gettare le basi per costruire un soggetto politico di sinistra nuovo, plurale e di massa. «Sul piano politico un risultato elettorale del 3.9 o del 4.03 non cambia molto, ma quello che cambia é la possibilità di agire politicamente. Ora possiamo agire senza paura. Siamo stati per lungo tempo in una condizione in cui il timore di una sconfitta elettorale ci ha condizionato e impedito di guardare alle nostre potenzialità. Oggi questo risultato elettorale ci permette di guardare con maggiore serenità a ciò che possiamo e vogliamo fare» dice Ursella.

I compagni concordano, esprimendo opinioni convergenti e divergenti sulle modalità degli obiettivi da raggiungere, ma sottolineano qualche amarezza su ciò che non é andato in porto come la mancata affermazione del validissimo compagno Fabio Amato «Un mezzo miracolo, dunque, ma soltanto mezzo. La mancata elezione di Fabio Amato (candidato al centro Italia) impedisce che si possa parlare per i comunisti di una vittoria intera. Questa mancata elezione ha dei responsabili precisi all’interno del Prc. È chi ha dichiarato più o meno apertamente, perfino in Cpn, che non avrebbe sostenuto i candidati espressi dal Partito. È chi ha dato generiche indicazioni sul voto di preferenza – diverse da quelle del Partito – o addirittura ha votato e fatto votare per i candidati di Sel, in aperta violazione dello Statuto del Partito. È chi ha organizzato con questi candidati delle manifestazioni elettorali, senza nemmeno invitare il compagno Amato. Di questo tutti noi militanti del Prc abbiamo prove a bizzeffe e non c’è nessun compagno onesto che possa negare la fondatezza di queste accuse» questa l’amara e amareggiata testimonianza di Raul Mordenti, seguita da una standing ovation dei compagni presenti. Si chiude l’attivo con la domanda ricorrente e fondamentale.

Ed ora? A cui seguono risposte efficaci. Al via i comitati territoriali della lista Tsipras per creare una sinistra plurale, anche in forma autogestita che si oppone alle politiche neoliberiste e autoritarie del governo Renzi, Al via alle reti sociali e ai comitati di quartiere che si battono contro la privatizzazioni delle scuole, l’improprio utilizzo del patrimonio immobiliare pubblico, la privatizzazione dell’acqua, contro i vincoli posti dal patto di stabilità in riferimento al bilancio, per il diritto alla casa contro il decreto Lupi (in particolare l’articolo 5). Contro il Job act di riforma del mercato del lavoro che favorisce l’ulteriore precarizzazione. Un lavoro capillare, quotidiano e costante attende i compagni, affinché si possa davvero parlare di sinistra unita per creare un’opposizione solida e convinta. E se così sarà, forse quel 4.03 per cento alle prossime elezioni lo superiamo… e alla grande.
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