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Europa, il populismo confusionario di Grillo non farà che danni nella lotta contro il liberismo
«I Gruppi Politici europei che hanno ufficialmente manifestato interesse per la delegazione italiana
del M5S sono Europa per la Liberta e la Democrazia (EFD) e Conservatori e Riformisti Europei (ECR). Per completezza, si segnala che anche Alleanza dei Liberali e Democratici per l'Europa (ALDE), il gruppo più europeista e federalista esistente al Parlamento Europeo, ha espresso una posizione unitaria, la quale tuttavia ha considerato i sette punti per l'Europa del M5S come ‘completamente incompatibili con la loro agenda pro-Europa’ definendo il M5S ‘profondamente anti europeo' e il suo programma ‘irrealistico e populista’».
Questo uno stralcio del post sul blog di Beppe Grillo che, nella giornata di ieri, fungeva da cappello introduttivo alla votazione on line lanciata per le ore 15:00 agli iscritti al portale.
Tre i gruppi parlamentari, dunque, che gli iscritti al blog potevano votare: Efd, Ecr e il gruppo misto, quindi il non allinearsi.
I commenti in calce al post sono stati duri e riportavano contestazioni pesanti nei confronti del detenente il nome del sito di riferimento degli attivisti pentastellati. Ma si sa: su internet, sulla rete, il dibattito tende a polarizzarsi radicalmente salvo poi appiattirsi nella vita reale.
La maggior parte di chi sbraita contro le nefandezze dei democratici o dei forzisti, assimilandoli - magari neanche a torto - in un unico contenitore annettendoci anche genericamente ‘i partiti’, incitandoli a tornare alle loro magioni, si lasciano poi facilmente prendere da chi vende le false promesse dei mille euro per le casalinghe o dal voto utile a far vincere uno piuttosto che l’altro.
Assenti, poi, i Verdi Europei, nel trittico proposto da Grillo e Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, scriveva così su Facebook nella giornata di ieri: «Grillo ha impresso una svolta conservatrice e non ecologista con la decisione di andare con Cameron o con Farage (a meno che cosa improbabile non decidano di non iscriversi a nessun gruppo)».
Una manciata di ore, un pugno di tweets di qualche deputata e deputato pentastellato, e il gioco è fatto: il Movimento 5 stelle andrà nel gruppo degli Efd, quello del tanto discusso Farage dell’Ukip e quello da cui è appena uscito, e non rientrato perché non risultato eletto, Magdi Cristiano Allam candidatosi nelle liste di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.
Giulia Sarti, parlamentare 5 stelle, aveva twittato: «Questo è il mio voto turandomi il naso per il gruppo europeo: conservatori e riformisti, i nipotini di Churchill. Solo per non far vincere Farage»; Stefano Vignaroli, collega della Sarti, invece digitava su twitter: «Sono indeciso se non votare il sondaggio sul blog o votare di non iscriversi perché trovo le altre opzioni scarsamente pluralistiche».
Il Movimento 5 stelle e il ‘menopeggismo’ imperante imposto dall’alto.
I parlamentari cinquestelle, piaccia o non piaccia, sono entrati da persone comuni nelle Istituzioni e stanno lavorando alacremente e con spirito di dedizione, questo è innegabile.
Vederli sottostare a delle proposte che non sono di loro emanazione, stando ai commenti rapidi di 140 caratteri, non sa di movimento nuovo e di rinnovamento politico ma di ben altro.
E così, invece, su 29.584 votanti la stragrande maggioranza (23.121, pari al 78%) ha indicato come gruppo di riferimento per il Movimento 5 stelle, l’Efd; la seconda scelta degli iscritti al blog è stata quella di chi avrebbe preferito il, cosiddetto, ‘gruppo misto’ (quello dei non iscritti), 3.533 i voti (12%). La più bassa percentuale di votanti è stata quella che intendeva mandare i cinque stelle nell’Ecr: 2.930 i voti.

Da sinistra, da Rifondazione, Paolo Ferrero ha così commentato in una nota: «Il Movimento 5 Stelle ha deciso di allearsi in Europa all'iperliberista e razzista Farage. Non è vero che non esistono la destra e la sinistra: la destra è quella con cui in Europa si allea Grillo e il M5S. La sinistra è quella con cui si allea lista ‘L’altra Europa con Tsipras’: la sinistra europea e il GUE».

Al di là delle percentuali dei votanti e di chi ha effettivamente votato esprimendo la propria preferenza per questo o quell’altro gruppo, la notazione che è opportuno fare è come la scelta sul piatto posta da Beppe Grillo sia stata polarizzata e definitiva al momento della consultazione on line: o il gruppo conservatore e riformista, comunque tendente a destra, o quello federalista democratico, che tende ancora più a destra.

Comunque si voglia leggere la faccenda da parte grillina, cioè sia che l’alleanza con l’Efd sia proficua per l’opposizione senza esclusione di colpi nei confronti dell’Unione Europea; sia che la consultazione sia stata coercizzata dalla scelta di due soli gruppi parlamentari, ora la risultante è una e una sola: il Movimento 5 stelle ha, finalmente, preso una posizione. E l’ha fatto senza dichiarare, in seguito, che i giornalisti volevano ingabbiare il Movimento in ‘vecchie categorie’ come la ‘destra’ e la ‘sinistra, perché il Movimento è ‘oltre’.
Stavolta la posizione c’è stata, c’è e ci sarà per la legislatura tutta.
Sarà interessante, dunque, vedere le reazioni di tutti coloro che si riconoscono nel Movimento 5 stelle e di Grillo stesso. Sempre che riesca ad accedere al suo sito che, da stamattina, è fuori uso come quello della Casaleggio Associati.
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