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"Syriza italiana, la società civile deve essere più responsabile". Intervista a Gabriella Stramaccioni
Gabriella Stramacchioni è impegnata con Libera ed ha partecipato alle ultime elezioni politiche nella Lista di Rivoluzione civile.

Superata la fase delle polemiche per la scelta di Barbara Spinelli, ora la società civile è chiamata a un ruolo di responsabilità, anche se i segnali che arrivano sembrano un po’ deboli.

Le dinamiche a me sembra siano un po’ le stesse dell’esperienza della Lista Ingroia, ovvero una volontà iniziale di mettersi insieme e poi, però, il riaffiorare di tutto quello che si è sedimentato negli anni. Sembra sia difficile ragionare a bocce ferme per una nuova ripartenza. Insomma, davanti alle divisioni dei partiti non vedo una società civile pronta a prendere in mano il testimone. E poi va chiarito che quando si parla di società civile si parla di singole persone perché le grandi organizzazioni non possono schierarsi.

C’è il rischio di una ideologizzazione della società civile?

Questa supremazia della società civile non la vedo. La società civile per il momento ha gli stessi vizi dei partiti, fa fatica a superare le divisioni e c’è il rischio di ricreare un surrogato della politica. C’è bisogno di una maggiore responsabilità. Del resto è quello che ci sta insegnando la crisi.

Che cosa manca perché si riesca a produrre una svolta?
Questa volta si riparte da un risultato positivo. Raggiungere il quorum, infatti, non era scontato. Ora però serve maggiore responsabilità e maggiore umiltà da parte di tutti. C’è gente nei territori che sta lavorando e che ogni volta si rimette in moto. Vedo, invece, un po’ più di confusione da parte dei partiti, soprattutto da parte di Sel da cui arrivano segnali contraddittori. E’ chiaro che molto dipende da questa partita dell’accordo nel centrosinistra.

La sinistra in Europa, invece, sembra avere una marcia in più rispetto a noi.
Sicuramente dobbiamo prendere da alcune esperienze positive a partire da quello che hanno fatto in Grecia. L’hanno fatto con tempi più lunghi dei nostri. E del resto non si può fare tutto in tempi brevi. Noi abbiamo toccato il fondo e ora si può risalire. Non abbiamo nulla da perdere.

Sulla vicenda di Barbara Spinelli che idea ti sei fatta?

La generosità della Spinelli va riconosciuta. Non ha nulla da guadagnarci. Ha fatto forse una ingenuità nel dire che non avrebbe accettato la candidatura.

La formula usata da Renzi sugli intrecci tra corruzione e politica non è convincente, anche perché non assume la comprovata caratteristica di sistematicità.

Metà del partito è coinvolto. Renzi fa finta di ignorarlo. E’ un vecchio-nuovo con meccanismi e strutture che oramai si sono sedimentati. Pensare di fare opera di moralizzazione con gli appelli è ridicolo. Quello che occorre fare è mettere in discussione la classe dirigente in modo profondo. E comunque lanciare appelli come quello di Renzi in una situazione di governo di larghe intese non ha davvero alcun senso.
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