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Crisi, oggi "Re Giorgio" apre le sue porte alla povertà: ma non si parlerà i veri numeri del disastro
Questa mattina Napolitano riceverà al Quirinale una delegazione dell' 'Alleanza contro la Povertà in Italia', 'un insieme di soggetti sociali che hanno deciso di unirsi per contribuire alla costruzione di adeguate politiche pubbliche contro la povertà assoluta nel nostro Paese. L’ennesima ritualizzazione della crisi economica che servirà a nutrire il circo mediatico e ad aumentare la verbosità della politica e delle istituzioni. Un gioco al massacro che il Bel Paese non può più tollerare, visti anche i numeri del disagio causato dalla crisi economica e dall'austerity. Una curiosa notazione, mentre l'Istat calcola un tasso di povertà intorno al 13%, per Bankitalia siamo al 16%. Basterebbe che queste due "fonti ufficiali" si mettessero d'accordo. Tre punti percentuali non sono certo una bazzecola. 

Numeri che parlano chiaro. Gli ultimi dati vengono dalla Croce Rossa Italiana che nel 2013 ha offerto sostegno alimentare ed economico a oltre 800mila indigenti in tutta Italia. L'intervento dell'associazione si è articolato anche nel rifornire aiuti alimentari, indumenti, materiale scolastico e sostegno economico per affitti, utenze e cure a oltre 800mila poveri, numero raddoppiato rispetto al 2012. Anche per il 2012, puntualizza la Cri, a far parte di questa categoria non sono solo anziani e persone senza fissa dimora ma anche "famiglie con bambini che si sono esposte comprando casa, che hanno un mutuo da pagare o che prima sostenevano un mutuo con due stipendi e ora ne hanno solo uno". L'organizzazione segnala che l'anno scorso i 'senza dimora' sono aumentati rispetto al 2012, quando ne furono censiti 45mila dall'Istat. Solo a Roma e a Milano le Unità di strada prestano assistenza in media rispettivamente a circa 600 e a 450 persone alla settimana". Del resto, un italiano su sei vive con meno di 640 euro netti al mese (elaborazione di Bankitalia), mentre aumenta al concentrazione della ricchezza: il 10% della famiglie possiede il 46,6% del patrimonio. Una famiglia su due ha un reddito complessivo annuo inferiore ai 25mila euro.

Secondo un’altra ricerca, questa volta firmata da Unimpresa, e pubblicata pochi giorni fa, le persone in difficoltà superano i 9 milioni. Anche in questo caso esce lo stesso quadro fornito dalla Croce rossa, ovvero l’ingresso dei “nuovi poveri”: a i 'semplici' disoccupati vanno aggiunte ampie fasce di lavoratori, ma con condizioni precarie o economicamente deboli. Un'enorme 'area di disagio': ai 3,4 milioni di persone disoccupate, bisogna sommare anzitutto i contratti di lavoro a tempo determinato, sia quelli part time (652mila persone) sia quelli a orario pieno (1,44 milioni); vanno poi considerati i lavoratori autonomi part time (847mila), i collaboratori (368mila) e i contratti a tempo indeterminato part time (2,5 milioni). Questo gruppo di persone occupate - ma con prospettive incerte circa la stabilità dell'impiego o con retribuzioni contenute - ammonta complessivamente a 5,9 milioni di unità''. Il totale del'area di disagio sociale, calcolata dal Centro studi Unimpresa sulla base dei dati Istat, comprende dunque 9,39 milioni di persone.

Il dato sui 9,39 milioni di persone e' relativo al primo trimestre del 2014 e complessivamente risulta in aumento dell'1,8% rispetto al primo trimestre del 2013, quando l'asticella si era fermata a 9,22 milioni di unita': in un anno quindi 198mila persone sono entrate nell'area di disagio sociale. 

Ad oggi aderiscono all'Alleanza contro la Povertà in Italia: Acli, Action Aid, Anci, Azione Cattolica Italiana, Caritas Italiana, Cgil-Cisl-Uil, Cnca, Comunità di S. Egidio, Confcooperative, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli Consiglio Nazionale Italiano - ONLUS, Fio-PSD, Fondazione Banco Alimentare ONLUS, Forum Nazionale del Terzo Settore, Legautonomie, Movimento dei Focolari, Save the Children, Jesuit Social Network.
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