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Tensione in Israele dopo il ritrovamento dei corpi dei tre ragazzi. Ucciso un ragazzo palestinese. Prc: "Criminale ritorsione"
Sale la tensione in Israele dopo il ritrovamento dei corpi dei tre ragazzi rapiti nei giorni scorsi. Mentre la caccia ai loro presunti assassini, Marwan Kawasmeh e Amar Abu Ayshe, entrambi membri di Hamas prosegue. Lunedi' l'aviazione israeliana ha attaccato 34 obiettivi di Hamas a sud di Gaza. In Cisgiordania, a Jenin, nella notte fra lunedi' e martedi' soldati israeliani hanno ucciso un giovane palestinese che, secondo fonti militari, aveva scagliato contro di loro un ordigno. E questa vittima va ad aggiungersi alle altre fatte nelle due settimane di rastrellamenti e bombardamenti. Le truppe erano entrate in città per un raid e alcuni ragazzi hanno lanciato pietre; i soldati hanno risposto con il fuoco. In Cisgiordania coloni ultra' hanno disseminato messaggi in cui esortano a vendicare l'uccisione dei tre ragazzi.

Nella nottata miliziani palestinesi sono tornati a sparare razzi verso la citta' israeliana di Ashqelon. "Ogni offensiva di Israele aprira' le porte dell'inferno", ha dichiarato il portavoce di Hamas a Gaza, mettendo nuovamente in dubbio la versione israeliano del rapimento.
Le famiglie dei tre ragazzi (Ghilad Shaar, Eyal Yifrach e Naftali Frenkel) si stringono nel loro dolore e compiono i preparativi per i funerali, che dovrebbero svolgersi in giornata.

Il ministro dell'Economia Naftali Bennett, del partito dei coloni Focolare Ebraico, ha definito "deboli e disonorevoli" le proposte di azione, chiedendo operazioni militari su larga scala nella Striscia di Gaza, la confisca del denaro di Hamas nelle banche in Cisgiordania e la pena di morte per i reati di terrorismo. Ma a frenarlo sono stati sia il capo di Stato maggiore Benny Gantz che il ministro della Difesa Moshe Ya'alon, del partito Likud. Yaalon, riferisce il sito di Haaretz, ha accusato Bennett di fare proposte pericolose che potrebbero portare "ad una escalation difficile da controllare, fino ad una guerra a Gaza". "Abbiamo avuto gravi attentati terroristici in passato, ma non abbiamo iniziato una guerra per questo", gli ha fatto eco il ministro della Giustizia Tzipi Livni, del partito di centro Hatnua.

Secondo un'analisi del sito Times of Israel, il governo israeliano vuole punire Hamas, ma non vuole una guerra a Gaza. Per questo, malgrado la pressione dell'opinione pubblica, c'è prudenza verso sull'eventualità di colpire al leadership di Hamas a Gaza nel timore di una escalation. Anche perchè non è chiaro se il sequestro e l'uccisione dei tre ragazzi sia stato deciso dai vertici del movimento islamico o da una cellula locale. Israele aspetta anche a vedere le prossime mosse del presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas, al quale ha già chiesto di rompere il governo di riconciliazione nazionale con Hamas.

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, dichiara: "Nell'esprimere la nostra più netta condanna per la drammatica uccisione dei tre ragazzi israeliani, riteniamo criminale la ritorsione messa in campo dal governo israeliano, con Gaza sotto le bombe, case demolite, un morto a Jenin. E' intollerabile che Israele continui ad alimentare con la vendetta di stato il circolo vizioso della violenza. E' intollerabile che Israele continui l'occupazione della Cisgiordania e che la comunità internazionale non faccia nulla per far rispettare i diritti del popolo palestinese. Basta morti nei Territori, basta con l'occupazione della Palestina".

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