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Gaza, ecco perché è inattendibile la teoria israeliana sugli "scudi umani" di Hamas
Continua a salire il bilancio dell'operazione israeliana contro la Striscia di Gaza. Come riferisce su Twitter il portavoce del ministero della Salute di Gaza, Ashraf al-Qedra, le vittime palestinesi sarebbero 508, mentre i feriti 3.150. Solo questa mattina, secondo fonti palestinesi, in un raid israeliano su Rafah, nel sud della Striscia, sarebbero rimaste uccise nove persone, tra le quali sette bambini. Ma il dato più preoccupante è il forte balzo del numero dei morti da quando è cominciata l’invasione via terra: più di cento solo ieri. L’attacco al quartiere popolare di Sajaya, che da solo ha provocato più di settanta vittime, è stato di una violenza inaudita tanto che l'ambasciatrice dell'Autorita' palestinese in Italia, Mai al Kaila, parla esplicitamente di una nuova “Sabra e Chatila”.

Sabra e Shatila, nel 1982, furono il teatro di una orrenda strage con migliaia di morti tra i profughi palestinesi a Beirut. Un attacco deliberato degli israeliani e dei falangisti libanesi. Il riferimento, quindi, non è casuale. Ci fu infatti un coinvolgimento deliberato della popolazione civile. Più o meno quello che sta avvenendo in questi giorni, solo che Israele preferisce parlare di "scudi umani" in mano ad Hamas. Una teoria traballante, che fa a pugni con la realtà dei numeri. 

Dai microfoni di “Radio Anch’io”,l’ambasciatrice ha accusato Israele di compiere un "crimine contro l'umanita'". Quanto all'accusa che Hamas utilizzi la popolazione civile come scudo umano, l'ambasciatrice ha ricordato "l'altissima densita' abitativa nella Striscia di Gaza, un milione e 600mila abitanti in una porzione di territorio molto piccola". "Come si puo' parlare di 'scudi umani'? Al momento siamo attaccati da piu' lati senza alcun rispetto per la popolazione civile. E quando e' sotto attacco, per la popolazione civile non c'e' scampo: la gente e le famiglie non sanno dove andare". La teoria degli scudi umani viene smentita poi dall’alto numero degli sfollati: le persone che a Gaza cercano rifugio presso le strutture messe a disposizione dall'agenzia dell'Onu per i rifugiati (Unrwa) sono ormai più di 83mila. Chris Gunness, portavoce dell'Unrwa, sottolinea come il numero delle persone che fuggono dai combattimenti sia aumentato di oltre il 400% negli ultimi quattro giorni. L'Unrwa ha messo a disposizione 60 scuole e ha lanciato un appello per la raccolta di 60 milioni di dollari.
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