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Tav, Locatelli (Prc): “No ai diktat di Chiamparino e Renzi alla Val di Susa”

Se Matteo Renzi non vuole essere sonoramente contestato è meglio che non raccolga l’invito di Sergio Chiamparino a venire in Val di Susa per perorare i lavori della linea di Av Torino-Lione. Non raccolga questo invito tanto più che farebbe fatica a giustificare il cambio di opinione di poco più di un anno fa quando, non ancora Presidente del Consiglio, parlava di “opera inutile”, di “soldi impiegati male”. Renzi, si sa, ha scelto da tempo di cambiare copione, impersonando appieno il ruolo di  capo di un governo alfiere di grandi opere e di grandi interessi, ma proprio per questo è meglio che stia al largo da una comunità che da più di vent’anni si sente calpestata e presa per i fondelli. Per il resto c’è da prendere atto dello strabismo politico e della visione autoritaria del Presidente della Giunta Piemontese. Per lui non esiste possibilità alcuna di dialogo con chi sta fuori dal coro Si Tav. I sindaci contrari all’opera? Un intralcio, nemici del progresso, collusi con violenze e tutto il peggio del peggio. Nessun accenno alle infiltrazioni mafia negli appalti connessi al Tav che hanno portato recentemente a decine di arresti. A fronte di questa inaffidabile classe politica e di governo è più che mai giusto che la protesta in Valsusa continui. Anch’io penso che bisogna venire in Valsusa, ma per verificare le nefandezze di un’opera inutile e dannosa. Per questo rivolgo un invito ai parlamentari della lista l’altra Europa con Tsipras, lista di cui facciamo parte, affinché calendarizzino quanto prima una visita al cantiere e un confronto con la popolazione della Val Susa.

*segretario provinciale Prc Torino

 

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