Martedì 25 Giugno 2019 - Ultimo aggiornamento 14:39
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi


25 maggio, le amministrative. A Sassari la sfida è a sei
Urne aperte il 25 maggio, oltre che per le europee, anche per la tornata elettorale amministrativa che vedrà coinvolta buona parte di cittadini sardi. Oltre alle note Sassari, Alghero, Sorso, e Castelsardo, comuni della provincia di Sassari, saranno coinvolti gli agglomerati di Onanì nel Nuorese, Bosa, Tadasuni, Serradile nell’Oristanese; nella provincia di Olbia-Tempio e Villasimius, Pula, Guasila nel Cagliaritano.

A Sassari, partendo dunque da lì, la sfida è “a sei” e i contendenti sono Nicola Sanna (Pd, Centrodemocratico, SinistraSarda1/Rossomori, Partito dei Sardi, Italia dei Valori, iRS, Sel, La Base, Psi, Unione popolare cristiana e dalle liste civiche Ora sì, Libertà di movimento, Sassari Bella dentro); Cristiano Sabino (Fronte indipendentista Unidu); Maurilio Murru (M5s); Nicola Lucchi (candidato da Unidos, Riformatori Sardi e dalla lista Sassari è); Antonio Cardin, candidato del Psd’Az; e Rosanna Arru (Forza Italia, Fd’I-An, Sassari progetto comune). Nicola Sanna, dunque, è il candidato del centrosinistra, vincitore delle primarie, supportato da quelle liste che hanno caratterizzato la coalizione capitanata dal Pd alle scorse elezioni regionali.

Le amministrative Sassaresi, quindi, continuano nell’esperienza della coalizione di centrosinistra allargata al polo sovranista che, anzi, si fa carico di una lista comune come quella della Sinistra sarda e dei Rossomori. In una nota congiunta durante la presentazione delle proprie liste a sostegno del candidato di centrosinistra Nicola Sanna, i rappresentanti delle organizzazioni politiche che compongono la lista, hanno dichiarato come serva «costruire un soggetto tutto sardo, un vero e proprio partito della sinistra isolana». Sempre più forte, dunque, la caratterizzazione dei Rossomori che, a partire dal gruppo consiliare comune con il Partito dei Sardi dal nome Soberania e Indipendentzia, ha iniziato a collaborare anche con la Sinistra Sarda per la costruzione di una «sinistra isolana». Per il polo sovranista, invece, Franciscu Sedda, segretario nazionale del Partito dei Sardi, nei giorni scorsi ha dichiarato: «alle Regionali abbiamo preso quasi il 3,5 per cento: è tanto per un partito che aveva appena tre mesi di vita. Adesso dobbiamo osare di più. La nostra è una coalizione di centrosinistra e sovranista, che porta avanti un’idea di popolo e di cittadinanza, in questo caso sassarese, che si riappropria della sua città e dell’area vasta. Pensiamo anche oltre: oggi vedendo il centro storico di Sassari si capisce quanto sia vicina la costruzione di una città europea», come riporta il quotidiano sardignadies.it.

Tra centrodestra, centro e sardisti, invece, le polemiche sono divampate e si è riproposta la divisione delle elezioni regionali del febbraio scorso con l’aggiunta del candidato unico del Psd’az Antonio Cardin, consigliere uscente della giunta sassarese. Alla base della candidatura in solitaria ci sarebbero state delle divergenze fra sardisti e centrosinistra dal momento che il Psd’az avrebbe voluto concludere un accordo con la coalizione capitanata dal Pd ma, stanti le dichiarazioni di fine aprile del segretario provinciale sardista, «col Pd le trattative si sono chiuse già alla primarie», mentre, invece, secondo Pietro Madeddu, «il centrodestra ha cercato un’intesa con noi fino a poco fa». La decisione finale, comunque, è una: il Psd’az, correrà da solo, fuori da centrodestra e centrosinistra. E, già di per sé, la candidatura in solitaria di Cardin è una notizia: nelle ultime tornate elettorali, a partire dalle regionali del 2009, il Psd’az ha sempre corso col centrodestra. Candidato a sé, invece, Cristiano Sabino, rappresentante del Fronte indipendentista unidu, che prosegue con l’intento del partito delle regionali di febbraio, cioè, candidarsi al di fuori dei partiti italiani che hanno fatto impoverire la città di Sassari: «La mia è una candidatura di rottura con il sistema che ha governato in questi anni. Abbiamo già dato un assaggio delle nostre capacità e continueremo affinché questa città possa diventare vivibile per tutti»
Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi