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Sardegna, continua la protervia dello Stato italiano: il Governo boccia l'emendamento del M5S contro poligoni militari
«All’articolo 120 della Costituzione, dopo il primo comma, è inserito il seguente: "L’impiego permanente di parti di territorio nazionale come poligoni militari per esercitazioni a fuoco è consentito previa intesa con la Regione o Provincia autonoma interessata, anche ai fini dell’adozione di adeguate misure compensative di carattere economico e sociale”».

E’, o sarebbe meglio, era il testo dell’emendamento 33.3 proposto da Roberto Cotti, senatore sardo del Movimento 5 Stelle.

Tale emendamento, con parere negativo di relatore e Governo, viene bocciato con 180 voti contrari. Amareggiato, il senatore commenta così su facebook: «L’ultimo disperato tentativo di bloccare l'invadenza dei poligoni militari nell'Isola senza preventiva intesa con le Regioni è stato bocciato dalla maggioranza di governo». 
«Per la serie: "continuate a farci del male”», l’amaro commento del senatore Cotti che fa il paio con quello di Michele Piras (Sel) mesi addietro, quando il Parlamento non aveva sbloccato i fondi (dopo mesi nda) destinati alle popolazioni alluvionate della Sardegna: «Ci si sente discriminati! Non è accattonaggio, ci si sente discriminati dalle decisioni del Governo e dal trattamento che lo Stato italiano riserva alla Sardegna».



Lo Stato italiano continua, dunque, a mettersi di traverso nelle questioni con l’Isola, aggravando una situazione che negli anni ha dato linfa ai moventi ‘pro s’indipendentzia’, che traggono, (legittimamente e giustamente) da queste volontarie manifestazioni di protervia continentale, linfa politica.
La lotta dei sardi contro i poligoni militari continua e sembra senza fine e proprio un pugno di giorni fa il sito on line di ‘Repubblica’ rendeva disponibili delle foto scattate da Francesco Nonnoi che testimoniavano l’atroce verità di resti di bombe, bossoli, tra ‘gli ombrelloni dei bagnanti’.

«Nella spiaggia di Cala Zafferano, nel Sulcis, turisti e villeggianti sono costretti a prendere il sole e a nuotare tra residui bellici, missili esplosi e numerosi proiettili. La spiaggia - confinante con la base Nato interforze di Teulada - è diventata con il tempo una discarica non controllata e i resti delle esercitazioni militari che si svolgono d'inverno sono sotto gli occhi di tutti».
Si fa dunque più serrata e più cruciale la lotta dell’Isola contro l’occupazione militare e, con essa, l’appuntamento della manifestazione del 13 settembre assume contorni ancora più rilevanti: «blocco immediato di tutte le esercitazioni militari e chiusura di tutte le servitù, basi e poligoni militari con la bonifica, riconversione delle aree interessate», queste le richieste degli indipendentisti che manifesteranno a Capo Frasca.

@parlodasolo
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