Sabato 21 Settembre 2019 - Ultimo aggiornamento 17:07
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi


Sardegna, isola della pace: «Via le basi e basta esercitazioni militari»

Una mani­fe­sta­zione con­tro l’occupazione mili­tare della Sar­de­gna è stata orga­niz­zata per il 13 set­tem­bre a Capo Fra­sca da diverse asso­cia­zioni e movi­menti poli­tici paci­fi­sti e indi­pen­den­ti­sti. Tra i pro­mo­tori dell’iniziativa, A manca pro s’indipendentzia (A sini­stra per l’indipendenza), Sar­di­gna Natzione Indi­pen­den­tzia e Get­tiamo le basi, che si bat­tono per la chiu­sura di tutte le basi e per la boni­fica e la ricon­ver­sione delle aree coin­volte.
«Le ser­vitù — scri­vono le sigle che orga­niz­zano la mobi­li­ta­zione — sono un sopruso che dura da sessant’anni, con la Sar­de­gna ridotta a un campo di spe­ri­men­ta­zione mili­tare in cui diventa lecita qual­siasi soglia d’inquinamento e viene testata qual­siasi tec­nica di ster­mi­nio». «Col pas­sare del tempo — pro­se­gue la nota — lo stato ita­liano inten­si­fica il ritmo e il peso delle eser­ci­ta­zioni mili­tari. L’occupazione mili­tare è la nega­zione più evi­dente della nostra sovra­nità e impe­di­sce uno svi­luppo socio-economico indi­pen­dente del nostro popolo, con­dan­nando la Sar­de­gna all’umiliante ruolo di area di ser­vi­zio della guerra». La mani­fe­sta­zione ser­virà anche a chie­dere la sospen­sione delle eser­ci­ta­zioni mili­tari dell’esercito israe­liano in pro­gramma, pro­prio nel poli­gono di Capo Fra­sca, a fine settembre.

Intanto è ormai sicuro che il grosso delle armi ita­liane che andranno alle mili­zie kurde par­ti­ranno nei pros­simi giorni dal depo­sito della Marina mili­tare sull’isola di Santo Ste­fano, nell’arcipelago della Mad­da­lena. Quando, nel 1994, fu sca­ri­cato dalla stiva della nave mer­can­tile ucraina Jada Express, l’arsenale custo­dito nel sot­to­suolo di Santo Ste­fano com­pren­deva 30mila kala­sh­ni­kov, 4mila mis­sili anti­carro AT-4 Spi­got, 50 bat­te­rie di lan­cia­razzi Katyu­sha­con 5mila razzi Grad, 11mila razzi anti­carro, 400 lan­cia­razzi Rpg e 20 milioni di proiettili.Armi di con­trab­bando invia­teda traf­fi­canti russi ai serbo-bosniaci durante la guerra dei Bal­cani, inter­cet­tate dai ser­vizi segreti ita­liani e seque­strate dalla Marina mili­tare. Un terzo di que­sto mate­riale è stato con­se­gnato nel 2011 dal governo di Roma alle for­ma­zioni libi­che che allora com­bat­te­vano con­tro il regime del gene­rale Ghed­dafi. Il resto, dopo la deci­sione del par­la­mento presa l’altro ieri, pren­derà pre­sto la via del Kur­di­stan iracheno.

E ovvia­mente, in Sar­de­gna la vicenda ha riac­ceso la pole­mica sulle ser­vitù mili­tari. Lo dimo­stra la con­vo­ca­zione della mani­fe­sta­zione del 13 set­tem­bre a Capo Fra­sca, ma non solo. Il pre­si­dente della giunta regio­nale di cen­tro sini­stra, Fran­ce­sco Pigliaru, in pole­mica con l’esecutivo Renzi sordo alla richie­sta di ridurre il pesan­tis­simo carico mili­tare sull’isola (il 65 per cento di tutte le aree mili­ta­riz­zate in Ita­lia), durante la con­fe­renza nazio­nale sulle basi svol­tasi il mese scorso a Roma si è rifiu­tato di rin­no­vare il pro­to­collo d’intesa con il governo. Que­sto però non è bastato a met­tere Pigliaru al riparo dalle cri­ti­che dei movi­menti anti­mi­li­ta­ri­sti. «Da alcune set­ti­mane e su temi diri­menti per il pre­sente e per il futuro della nostra isola, come le ser­vitù mili­tari, la giunta regio­nale mostra limiti evi­denti e corto respiro». Così ieri, con una nota, gli espo­nenti di Sar­de­gna libera, Clau­dia Zun­cheddu, e di Sar­de­gna soste­ni­bile e sovrana, Pier­luigi Marotto, hanno attac­cato Pigliaru. «Di ben altro tenore e spes­sore — dicono Zun­cheddu e Marotto — dovrebbe essere l’impegno del pre­si­dente e della giunta che, alla prova dei fatti, mani­fe­stano invece un’allarmante ina­de­gua­tezza politica».

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi