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Via a Frontex Plus, ma senza salvataggi

Un anno dopo il suo ini­zio, ma soprat­tutto dopo aver sal­vato decine di migliaia di vite nel Medi­ter­ra­neo, Mare nostrum potrebbe cedere il passo a una mis­sione euro­pea. Non subito e non com­ple­ta­mente però. Al suo posto dovrebbe suben­trare Fron­tex Plus, la nuova mis­sione con­cor­data ieri a Bru­xel­les tra il mini­stro degli Interni Ange­lino Alfano e la com­mis­sa­ria agli Affari interni Ceci­lia Malm­strom e i cui com­piti riguar­de­ranno soprat­tutto ope­ra­zioni di pat­tu­glia­mento delle fron­tiere e avvi­sta­mento delle imbar­ca­zioni cari­che di migranti, senza però che que­sto com­porti il loro sal­va­tag­gio — come avviene ora con Mare nostrum — a meno che non sia stret­ta­mente neces­sa­rio. A pre­le­vare i pro­fu­ghi, tra­spor­tan­doli in Ita­lia, saranno ancora le navi della nostra Marina mili­tare aller­tate da quelle di Fron­tex. «Oggi abbiamo get­tato le basi per la nuova ope­ra­zione», ha detto Alfano al ter­mine dell’incontro. «Ci siamo dati pochi giorni per met­tere a punto l’esigenza di navi ed eli­cot­teri e li chie­de­remo a Fron­tex e agli altri Stati mem­bri», ha con­cluso il ministro.

Al di là dell’entusiasmo dimo­strato da Alfano, in realtà per ora Fron­tex Plus è poco più di un annun­cio. Di con­creto, a quanto pare di capire, ci sarebbe infatti ben poco, e così reste­ranno le cose se nei pros­simi giorni l’Italia non riu­scirà a con­vin­cere gli altri Stati mem­bri a par­te­ci­pare alla nuova mis­sione. Mis­sione che, tanto per comin­ciare si basa su un dispo­si­tivo che non rical­cherà quello di Mare nostrum che — avviata dopo la strage di Lam­pe­dusa del 3 otto­bre scorso — fino a oggi ha pun­tato soprat­tutto alla messa in sicu­rezza di uomini, donne e bam­bini in fuga dalle coste del nord Africa. Fron­tex Plus agirà diver­sa­mente, occu­pan­dosi soprat­tutto di pat­tu­gliare il Medi­ter­ra­neo lan­ciando l’allarme per la pre­senza di bar­coni in arrivo. Un’operazione che per­met­terà all’Italia un cospi­cuo taglio dei costi, visto che pro­prio le ope­ra­zioni di pat­tu­glia­mento sono quelle che richie­dono un mag­giore impe­gno eco­no­mico, ma che rischia di ral­len­tare molto le ope­ra­zioni di sal­va­tag­gio dei migranti. E non è affatto detto che la cosa sia casuale, visto che Bru­xel­les ha sem­pre rim­pro­ve­rato all’Italia di aver inco­rag­giato le tra­ver­sate del Medi­ter­ra­neo pro­prio con Mare nostrum.

Per ora comun­que, come detto, si tratta di un’operazione ancora tutta sulla carta. «Stiamo cer­cando di defi­nire di quanto per­so­nale, navi, eli­cot­teri ci sia biso­gno. E’ pre­ma­turo dare cifre, nei pros­simi giorni que­sto eser­ci­zio sarà più chiaro», ha spie­gato il com­mis­sa­rio Ceci­lia Malm­strom. Così come è ancora da defi­nire anche quanti e quali Paesi accet­te­ranno di par­te­ci­pare e quanti soldi sono dispo­sti a met­tere. Sul primo punto, già nei pros­simi giorni la Malm­strom pren­derà con­tatto con i sin­goli governi per son­dare le even­tuali dispo­ni­bi­lità. Nei giorni scorsi si era ven­ti­lata la par­te­ci­pa­zione di Fran­cia e Spa­gna, ma è ancora tutto da vedere. La por­tata della mis­sione dipen­derà «da quanti Paesi Ue vi ade­ri­ranno», ha sot­to­li­neato il com­mis­sa­rio. E la stessa cosa sarà per i fondi, al punto che lo stesso Alfano ieri ha ammesso di aspet­tarsi che «tutti i Paesi con­tri­bui­scano visto che ci sarà biso­gno di più soldi».

Nei pro­getti del Vimi­nale Fron­tex Plus potrebbe par­tire entro il pros­simo mese di novem­bre. Dalla com­mis­sione euro­pea è arri­vato il via libera anche per la distru­zione, una volta svuo­tate del loro carico umane, delle car­rette del mare impie­gate dai traf­fi­canti di uomini. «Abbiamo la prova che ven­gono riu­ti­liz­zate dai mer­canti di morte», ha spie­gato Alfano. «La com­mis­sione euro­pea ci darà una mano in que­sto per­ché attual­mente non pos­siamo affon­dare i bar­coni in mare per rispetto delle nor­ma­tive inter­na­zio­nali in mate­ria di ambiente e di pro­te­zione del mare».

Nulla da fare, invece, su un altro punto sul quale l’Italia ha molto insi­stito negli ultimi mesi, vale a dire la pos­si­bi­lità di distri­buire i pro­fu­ghi tra gli Stati mem­bri a pre­scin­dere dal luogo in cui sbar­cano. Su que­sto l’Unione ha più volte detto di non voler fare nes­sun passo indie­tro. «Su 28 Stati mem­bri, sono solo 10 quelli che accet­tano i pro­fu­ghi», ha detto la Malm­strom. Parole che lasciano inten­dere come, al di là dei pro­clami del mini­stro, la situa­zione non cam­bierà tanto pre­sto. Malm­strom ha comun­que rin­gra­ziato l’Italia per il lavoro pre­zioso svolto negli ultimi undici mesi. «I vostri uomini hanno sal­vato decine di migliaia di vite umane», ha detto il commissario.

Dubbi sull’efficacia di Fron­tex Plus sono stati espressi dal sin­daco di Lam­pe­dusa. «Dall’Europa occorre otte­nere un cam­bio di rotta — ha detto Giusi Nico­lini -. Dob­biamo chie­dere all’Europa di con­si­de­rare il feno­meno migra­to­rio come una grande emer­genza uma­ni­ta­ria e non come un assalto armato alle fron­tiere euro­pee, che richiede una rispo­sta militare».

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