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Scuola, confermati i timori dei sindacati: tutto rimandato. Non ci sono i soldi
La presentazione delle linee guida sulla scuola esce dall'agenda del gia' corposo Consiglio dei ministri di oggi. Nella sostanza non ci sono i soldi. Nella forma, a stare a sentire Renzi, meglio fare una “riforma partecipata e non calata dall'alto”. Confermati in pieno quindi, i dubbi dei sindacati degli insegnanti e dei precari. Oggi in piazza i "Quota 96". 

I temi all’ordine del giorno erano tutti di primo piano, a cominciare dalla revisione delle supplenze, la valorizzazione del merito e l’abbandono del precariato. Senza dimenticare lo sponsor dei privati e le aperture alle scuole paritarie; per finire con l’organico funzionale a livello di istituto e/o di area territoriale. Ma lo stop arrivato dal ministro Padoan è stato molto netto. Solo il costo della presa in carico dei precari sarebbe stato intorno al mezzo miliardo. In attesa di vedere il coniglio che il presidente del consiglio tirera' fuori dal cilindro (nei giorni scorsi ha detto "vi stupiro'"), si sono rincorsi anche ieri suggerimenti e polemiche. Se per la Rete degli studenti "il primo passo per una vera rivoluzione e' la riforma dei cicli" il Movimento Cinque Stelle ritiene che "il potenziamento del sistema 'integrato' pubblico-privato prospettato dal ministro Giannini" e' "inaccettabile. Consideriamo malata l'equazione 'piu' scuola privata, uguale a maggiore risparmio per lo Stato'".

I sindacati, intanto, fanno quadrato intorno agli insegnanti "Quota 96" - per i quali nessuna indiscrezione ha annunciato una imminente soluzione – e oggi stesso scenderanno in piazza per rinnovare la loro protesta. "E' doveroso riparare rispetto a un errore ampiamente riconosciuto e una ingiustizia verso migliaia di insegnanti e personale della scuola" afferma il segretario generale della Uil scuola, Massimo Di Menna, invocando "una decisione politica chiara e trasparente che sia risolutiva".
Ricorre all'ironia il leader della Cisl scuola, Francesco Scrima: "Tanto tuonò che non piovve". "Rispetto alle grandi rivoluzioni prospettate, quota 96 sembrerebbe una questione di portata davvero modesta: risolverla sarebbe tuttavia - conclude Scrima - un buon segnale per dimostrare che non si vive di annunci a effetto ma si e' capaci, ogni tanto, di passare dalle parole ai fatti". Per Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil, "se le linee di indirizzo sulla scuola dovessero corrispondere all'intervento della Ministra Giannini al meeting di Comunione e Liberazione, non ci sarebbe nulla di nuovo rispetto alle impostazioni fallimentari della ex ministra Gelmini".

La Gilda ricorda che le 100 mila assunzioni sarebbero solo "un atto dovuto": "e' un tentativo in zona Cesarini di evitare che la stabilizzazione dei precari storici venga imposta dall'Europa", con una sentenza di condanna per l'abuso dei contratti a termine oltre i 36 mesi, osserva il coordinatore nazionale della Gilda degli insegnanti, Rino Di Meglio. L'Anief chiede infine una stretta sui tempi: se veramente si pensa a 100 mila assunzioni, "vengano attuate sin da subito e non nell'arco dei prossimi tre anni. 30mila assunti l'anno sarebbe solo la conferma dal quadro esistente".
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