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Neofascisti, la Cassazione conferma condanna per apologia del fascismo. Plauso del Prc.
La Cassazione ha confermato la condanna per due simpatizzanti di Casapound - che a un raduno neofascista avevano salutato a braccio teso urlando 'presente' - rilevando che "nulla autorizza a ritenere che il decorso di ormai molti anni dall'entrata in vigore della Costituzione renda scarsamente attuale il rischio di ricostituzione di organismi politico-ideologici aventi comune patrimonio ideale con il disciolto partito fascista o altre formazioni politiche analoghe". "L'esigenza di tutela delle istituzioni democratiche non risulta, infatti, erosa dal decorso del tempo e frequenti risultano gli episodi ove sono riconoscibili rigurgiti di intolleranza ai valori dialettici della democrazia e al rispetto dei diritti delle minoranze etniche o religiose", scrive la Prima sezione penale della Suprema Corte nella sentenza 37577
(presidente Arturo Cortese, relatore Raffaello Magi). Con questa risposta, gli 'ermellini' hanno respinto la tesi degli imputati - Andrea B., con precedenti, e Mirko G. - che sostenevano l'assenza di "lesivita'" dei comportamenti da loro tenuti e la necessita' di 'depenalizzare' i retaggi del reato di opinione per via del "mutato clima politico" e delle norme internazionali sulla libera manifestazione delle opinioni.

E' stato cosi' confermato il verdetto emesso il 31 maggio 2012 dalla Corte di Appello di Trento, sezione distaccata di Bolzano, che aveva a sua volta convalidato la decisione di primo grado del Tribunale di Bolzano del 26 aprile 2011 emessa con rito abbreviato. Il raduno neofascista si era svolto a Bolzano il dieci febbraio 2009 in memoria delle vittime delle foibe. Ad Andrea B. sono stati inflitti due mesi di reclusione e 300 euro di multa, a Mirko G. venti giorni di reclusione e 140 euro
di multa, pena sostituita con complessivi 760 euro di multa.
Paolo Ferrero, segretario del Prc dichiara: "Un plauso alla sentenza della Cassazione che riconosce una cosa che diciamo da anni cioè che ci sono rigurgiti neofascisti sdoganati dal revisionismo storico dilagante purtroppo non solo a destra ma anche nel centro sinistra. Il problema della ridefinizione del fascismo come esterno al perimetro della democrazia e quindi dell'antifascismo come religione civile va ribadito oggi più che mai".
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