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Syriza, l'appoggio della sinistra italiana: "Per fermare l'industria della paura". Prc: "Non si tratta di cambiare un presidente ma l'Europa"
In Europa chi vuole combattere la politica della troika da sinistra attende con ansia e speranza il risultato delle elezioni in Grecia dove Syriza e il suo leader Alexis Tspras sono dati per favoriti. Il suo successo potrebbe dare una spinta importante a tutti coloro che non ce la fanno più a sostenere le politiche del rigore coniugate con il liberismo e la flessibilità. Insomma potrebbe avvenire un miracolo che però in Italia, sia pure per il momento ai minimi termini, si è già realizzato e sempre grazie al leader greco.

Oggi, alla sala stampa della Camera, si sono ritrovati tutti coloro che nel nostro Paese hanno ancora a cuore la parole sinistra e con essa i contenuti che questa contiene. L’occasione è stata la conferenza stampa indetta dal Comitato organizzatore della campagna “Cambia la Grecia, cambia l’Europa”, al cui appello, promosso da 170 esponenti del mondo della cultura, dell’economia, della politica, dello spettacolo, di organizzazioni sociali, hanno aderito centinaia di cittadini.

Finalità dell’iniziativa è quella di sostenere la libera scelta del popolo greco contro le pressioni dei mercati finanziari e la disinformazione di molte testate giornalistiche che non hanno esitato a dipingere Syriza come un’organizzazione populistica, non troppo distante dunque dalle varie destre che vorrebbero uscire dalla moneta unica, e a prevedere scenari catastrofici per la Grecia come se questo Paese fosse diventato, grazie alle ricette europee, un paradiso in luogo dell’inferno che invece è, dove regna la disoccupazione e i salari si sono dimezzati. Perché parlavamo appunto di un piccolo miracolo? Perché esponenti della sinistra Pd, come Pippo Civati e Stefano Fassina, hanno condiviso gli stessi contenuti e le stesse parole d’ordine del segretario del Prc Paolo Ferrero, del leader di Sel Nichi Vendola e di tutti coloro che, nelle scorse elezioni europee, hanno dato vita alla Lista l’Altra Europa per Tsipras, primo parziale tentativo di rimettere appunto insieme i pezzi della sinistra italica, reduce da anni di sconfitte e liti interne.

Durante l’incontro, realizzato alla vigilia delle due giornate bolognesi organizzate dai comitati Tsipras, sono stati illustrati i contenuti e le iniziative della campagna, tra cui ‘Brigata Kalimera G25’ che porterà moltissimi italiani ad Atene nei giorni delle elezioni. All’incontro sono intervenute Luciana Castellina, Argiris Panagopoulos, giornalista ed esponente di Syryza, Eleonora Forenza, europarlamentare dell’Altra Europa con Tsipras, Raffaella Bolini, Nichi Vendola, Pippo Civati, Paolo Ferrero, Stefano Fassina, Antonio Ingroia ed è stato letto un messaggio di Marco Revelli, impossibilitato ad essere presente.

“Non siamo tanto noi che siamo solidali con la Grecia – ha voluto precisare Luciana Castellina – anche se certamente lo siamo, quanto il fatto che l’esistenza di Syriza ha rappresentato una concreta solidarietà anche per noi sinistra italiana ed europea. Perché ci ha dimostrato che si può. In Grecia la sinistra è andata bene perché sono stati intelligenti e bravi. E andiamo lì con la Brigata Kalimera per imparare”. L’ex eurodeputata nonché tra le fondatrici de “il manifesto”, ha voluto anche spiegare perché loro “rischiano” di vincere. “Non hanno dato indicazioni astratte ma proposto un programma alternativo concreto. E piuttosto che discutere e dividersi in continuazione come facciamo noi, hanno opersato sul territorio, realizzando quelle cose che faceva una volta il movimento operaio con le società di mutuo soccorso, organizzando mense, ambulatori con medici volontari e via dicendo.

Ed è per questo che vinceranno”. Per Panagopoulos “quando è iniziata la crisi ci siamo sentiti molto soli. Oggi la situazione è diversa e si vede anche da come è composta e come è affollata questa sala. Noi con queste elezioni pretendiamo solo una cosa: il diritto di eleggere liberamente il nostro governo. Una cosa che purtroppo non è più tanto ovvia. La politica barbara che ci hanno imposto per quattro anni ha distrutto il Paese. Questa distruzione della democrazia non riguarda solo noi. E se non fermiamo in Grecia questa industria della paura passerà anche in Italia e in altri paesi”.

Raffaella Bolini ha descritto l’iniziativa Brigata Kalimera. “Sapete tutti che kalimera in greco vuole dire buongiorno – ha ricordato la dirigente dell’Arci – e abbiamo scelto questo nome per semplicità e per far capire che la sinistra in Grecia vince perché è popolare. L’abbiamo chiamata così perché speriamo che il 25 gennaio sia davvero un giorno in cui la Grecia dia appunto il buongiorno a se stessa e all’Europa. Pensavamo all’inizia di essere al massimo una trentina di persone. E invece siamo più di duecento, persino coppie con bambini ci sono. Con questa iniziativa vogliamo portare un omaggio all’intelligenza e alla lungimiranza di Syriza e del popolo greco che è riuscito a ribellarsi all’austerità costruendo pratiche concrete di solidarietà. Andremo a visitarle queste pratiche concrete cercando di riportarle a casa nostra. E non dimenticando, qualora Syriza vincesse, di non lasciare da solo questo Paese perché le difficoltà saranno grandi e troika e liberisti cercheranno di fargli del male. E’ questo l’impegno della nostra brigata e di tutti coloro che hanno firmato l’appello”. Nel corso della conferenza è stato letto un messaggio di Marco Revelli: “Mai come oggi – ha scritto lo storico piemontese – una campagna elettorale in Grecia è seguita con tanta passione e tanta speranza qui in Italia. Perché mai come oggi è stato detto con tanta forza e con tanta chiarezza che il nostro destino dipende da come il popolo greco voterà il 25 gennaio. Davvero oggi la parola democrazia ritorna e ritrova senso là dove era nata 25 secoli or sono. Se Syriza vincerà si potrà innescare una reazione a catena che potrà investire lo stesso cuore del continente. E la storia potrà rimettersi in movimento perché è vero che nessuno si salva da solo. Se uno dà l’esempio altri potranno seguirlo. Per questo se Alexis Tsipras potrà dire a tutta l’Europa come Pericle due millenni e mezzo fa disse a tutta la Grecia ‘noi ad Atene facciamo così, il nostro governo favorisce i molti e non i pochi’, tutti noi potremmo rispondergli che siamo pronti a fare altrettanto”.

Nichi Vendola, dal canto suo, auspica “la vittoria di Tsipras e della sinistra in Grecia perché può rappresentare una svolta per tutta l'Europa, l'occasione per archiviare l'austerità e creare un'alternativa ai partiti populisti e xenofobi, a tutti i portatori di veleni e paura che stanno inquinando l'Europa. La sinistra greca è la grande speranza per rilanciare il sogno degli Stati Uniti d'Europa". Per l’eurodeputata Eleonora Forenza “questo confronto comune in vista delle elezioni greche è molto importante in vista del successo che tutti ci auguriamo di Syriza e di Alexis Tsipras. L’importanza di queste elezioni è evidente: si parla di quello che potrà essere l’esito di questo appuntamento elettorale. Ed è evidente che quello è un voto importante perché non solo potrà cambiare in concreto la vita delle donne e degli uomini in Grecia ma perché sappiamo che quello rappresenta un momento di possibile svolta per l’Europa tutta”. Forenza ha ricordato anche l’appuntamento della prossima settimana a Barcellona dove “ci sarà il forum delle sinistre europee dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo”.

La presenza di Civati è una delle vere novità di questo evento. L’esponente del Pd, ormai distante mille miglia dal gruppo dirigente del suo partito ma anche dalla minoranza bersaniana, ha detto che ama molto l’espressione “sinistra di governo. Ma in Italia c’è molto troppo governo e troppo poca sinistra. Soprattutto in questi giorni durante i quali si è discusso e si discute della Costituzione e della democrazia. Questa sfida per noi è dunque importante ed è stato molto semplice aderire anche dal punto di vista psicologico. Perché dà una possibilità di uscire da uno scenario che non dà apparentemente alternative. E invece non è così, sperando che la Grecia ce lo dica e che lo possiamo dire anche noi in Italia. E’ una sfida che investe anche il Partito democratico e soprattutto i suoi elettori, molti dei quali guardano con favore alla vittoria di Tsipras”. Anche l’ex sottosegretario del governo Letta Stefano Fassina rompe gli indugi. “Ho sottoscritto l’appello con grande convinzione. Per due ragioni: la prima la ricordava Argiris all’inizio. Perché la posta in gioco il 25 gennaio in Grecia è il senso della democrazia. E credo che a questo tema tutte le forze politiche democratiche dovrebbero essere sensibili. Ed è inaccettabile l’ingerenza che tanti governi europei, in ultimo quello finlandese, e tante istituzioni europee ed internazionali stanno praticando sulla Grecia. L’altro punto è l’incredibile rovesciamento della realtà quando si definisce il programma di Syriza estremista. Sono state attuate in quel Paese politiche che hanno portato i salari a 4-500 euro. Il livello della disoccupazione sapete tutti quanto è aumentato. E dopo sette anni di applicazione di quella ricetta il debito pubblico è insostenibile. E si insiste sulla proposta di Syriza che sarebbe appunto estremista. Mentre è assolutamente realistica. Il punto è che apre un discorso di verità e mette a nudo il fatto che l’alternativa è necessaria. E che la sinistra riesce a vincere quando costruisce un programma adeguato e autonomo rispetto a quelle che sono stati fino ad ora i paradigmi dominanti”.

Per il segretario del Prc Paolo Ferrero «la vittoria di Tsipras e di Syriza nelle elezioni greche è la vittoria di tutti i popoli europei contro il neoliberismo e le politiche di austerità. Per questo è necessario sostenere Tsipras prima delle elezioni, come sarà necessario sostenerlo dopo, affinchè il futuro governo greco non venga lasciato solo nel contrastare le politiche di austerità dell’Unione Europea e della troika. La nostra collaborazione con Tsipras e Syriza non è un fatto nuovo, da dieci anni collaboriamo fianco a fianco nel Partito della Sinistra Europea – di cui Tsipras è vicepresidente – ma oggi si apre una fase nuova: non si tratta solo di cambiare un presidente, si può cambiare l’Europa. E’ quindi con una grande speranza nel cuore che appoggiamo Tsipras e Syriza». Dunque auguri a Syriza, alla Grecia e anche a noi nella speranza che emerga anche in Italia una forza che assomigli a ciò che Tsipras e compagni hanno costruito così bene.
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